Parigi (Francia) – Un attacco informatico senza precedenti ha colpito la Grande distribuzione in Francia (leggi qui), scoperchiando un grave buco nelle coperture assicurative del settore. Com’è noto, nella notte di domenica, alcuni hacker, la cui identità resta al momento sconosciuta, hanno preso il controllo remoto dei sistemi di refrigerazione di circa 350 supermercati in tutto il Paese, innalzando la temperatura di frigo e congelatori connessi a Internet fino a 50 gradi Celsius.
I danni stimati da Thierry Cotillard, presidente del gruppo Les Mousquetaires (proprietario del marchio Intermarché), ammontano a decine di milioni di euro. L’episodio ha scatenato una battaglia legale per stabilire le responsabilità dell’accaduto, ma le catene colpite rischiano di dover sostenere i costi in autonomia.
Il nodo centrale riguarda la natura delle polizze cyber tradizionali. Come confermato da diversi broker assicurativi a Reuters, queste coperture rimborsano di norma le spese di indagine interna, ripristino dati o consulenza reputazionale, ma escludono quasi sempre i danni fisici diretti e le perdite di beni materiali. A complicare il quadro c’è la questione degli aggiornamenti software. L’agenzia per la sicurezza informatica francese ha rilevato che i frigoriferi compromessi utilizzavano programmi forniti da Danfoss, Copeland e Dixell. Danfoss ha specificato che molti dispositivi erano obsoleti o arrivati a ‘fine vita’ (leggi qui), fattore che potrebbe invalidare le richieste di risarcimento.
L’incidente dimostra come la crescente digitalizzazione e l’adozione dell’Internet delle Cose (IoT) espongano le aziende a minacce fisiche concrete. Di fronte all’incremento dei rischi, il mercato assicurativo prefigura un imminente rialzo dei premi e una spinta verso nuove polizze dedicate alla protezione delle merci deperibili e dei danni materiali da attacco cibernetico.


