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CoolLogic: in Nuova Zelanda sempre più spazio ai refrigeranti naturali

Hamilton (Nuova Zelanda) – CoolLogic, azienda neozelandese specializzata nella refrigerazione industriale, utilizza da anni principalmente refrigeranti naturali e ricorre ai refrigeranti sintetici solo quando non esistono alternative praticabili. Lo riferisce Natural Refrigerants, che ha intervistato Troy Ireland, managing director dell’azienda.

La scelta del refrigerante, spiega Ireland, dipende da diversi fattori, tra cui potenza richiesta, costi, efficienza, età dell’impianto, disponibilità di acqua e condizioni del sito. Per Ireland, una capacità intorno ai 400 kW rappresenta generalmente il punto dal quale l’ammoniaca diventa particolarmente interessante rispetto alla CO₂.

Tra le configurazioni utilizzate da CoolLogic figurano impianti ad ammoniaca a bassa carica abbinati a circuiti secondari a CO₂ o glicole. Nei sistemi in cascata, invece, l’ammoniaca opera a temperature di evaporazione intorno a -42 °C, mentre la CO₂ lavora a circa -40 °C. L’azienda ha inoltre sviluppato soluzioni ad ammoniaca con compressori a vite semi-ermetici, che riducono il rischio di perdite di refrigerante.

Uno dei progetti più significativi è l’impianto transcritico a CO₂ da circa 5 MW realizzato per Maersk vicino a Hamilton, a servizio di un centro di stoccaggio refrigerato di circa 18mila metri quadrati, entrato in funzione nel 2024. Il sistema utilizza gas cooler adiabatici e, grazie al clima mite della Nuova Zelanda, opera in condizioni transcritiche solo per una parte limitata dell’anno.

CoolLogic ha realizzato anche sistemi transcritici a CO₂ raffreddati ad acqua e alimentati da acqua di falda, alcuni dei quali possono funzionare senza entrare in condizioni transcritiche. Secondo Ireland, proprio le condizioni climatiche neozelandesi rendono la CO₂ particolarmente adatta a numerose applicazioni.

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