Londra (Inghilterra) – Il rapporto ‘State of the Uk Space Cooling Market’ pubblicato dal department for Energy Security and Net Zero evidenzia la crescita del mercato britannico del raffrescamento degli ambienti, sostenuta soprattutto dall’aumento delle temperature e dalla crescente necessità di comfort termico negli edifici.
Una ricerca del 2016 stimava che l’aria condizionata rappresentasse circa il 3% della domanda energetica complessiva del Regno Unito e il 10% di quella elettrica. Negli ultimi anni, inoltre, il numero di giornate con temperature superiori a 25 °C è aumentato del 63% rispetto al periodo 1961-1990, mentre le giornate oltre 28 °C sono raddoppiate e quelle oltre 30 °C sono più che triplicate. La domanda di raffrescamento è quindi destinata a crescere. Secondo le proiezioni del Met Office, a Londra i Cooling Degree Days potrebbero passare da circa 80 nel 2025 a 125 nel 2035, con un aumento di circa il 56%.
Nel residenziale, per il 2024 il rapporto stima circa 9mila sistemi single-split, 1.000 multi-split e 2mila sistemi VRF venduti, con una base installata rispettivamente di circa 64mila, 7mila e 15mila unità. Nel non residenziale il mercato è molto più ampio, con circa 175mila single-split, 19mila multi-split, 18mila sistemi VRF e 2.500 chiller venduti nel 2024. Tra i principali operatori figurano Daikin, Mitsubishi Electric, Panasonic e Samsung per i sistemi split e VRF, mentre nel comparto chiller sono presenti aziende come CIAT, Aermec, York, Lennox e Airedale.
La crescita del mercato è sostenuta dall’aumento delle temperature, dal ritorno alle attività in presenza e dalla diffusione di sistemi reversibili in grado di fornire sia riscaldamento sia raffrescamento. Restano però alcune barriere, tra cui i costi di installazione ed esercizio, la carenza di installatori qualificati, la conoscenza ancora limitata delle soluzioni di raffrescamento e un quadro normativo che, secondo il rapporto, continua a privilegiare in diversi ambiti le strategie passive.
Il rapporto sottolinea infine la necessità di migliorare la disponibilità di dati sul settore e di sviluppare politiche che tengano maggiormente conto del crescente fabbisogno di raffrescamento degli edifici britannici.


