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Betted: refrigerazione, pompe di calore e recupero di calore per migliorare l’efficienza del settore lattiero-caseario

Brescia – Due studi dell’Università di Brescia, coordinatrice del progetto ‘Boosting Energy Transition of The Dairy value chain’ (Betted), evidenziano il potenziale di risparmio energetico, i benefici ambientali e il valore economico degli interventi di efficienza nel settore lattiero-caseario. Secondo l’International Institute of Refrigeration, attraverso Betted le aziende possono valutare le opportunità di miglioramento, accedere a formazione dedicata e condividere i risultati ottenuti. Refrigerazione, raffrescamento e riscaldamento di processo rappresentano infatti aree con possibilità di miglioramento lungo la filiera lattiero-casearia.

Uno studio pubblicato nel 2022 ha analizzato nove misure di efficienza per le fasi di stoccaggio e trasporto della catena del freddo del settore lattiero-caseario, dal fornitore di latte fino alla vendita al dettaglio. In base alle ipotesi dello studio, un sistema di refrigerazione a due stadi ha mostrato un tempo di ritorno semplice dell’investimento di 1,1 anni e un valore attuale netto previsto di 576.074 euro su 20 anni, considerando un tasso di attualizzazione del 4%. Il free cooling, che sfrutta le condizioni esterne favorevoli per ridurre il ricorso alla refrigerazione meccanica, ha evidenziato un payback previsto di 3,1 anni, mentre la manutenzione delle apparecchiature ha mostrato un periodo di ritorno di 5,2 anni. Il recupero del calore di scarto ha registrato un payback più lungo, pari a 11,4 anni. Considerando tutte e nove le misure, il risparmio combinato previsto raggiunge circa 200mila euro all’anno, sulla base di un prezzo dell’energia di 0,12 euro/kWh.

Il secondo studio ha analizzato l’integrazione di una pompa di calore in uno stabilimento che tratta il siero derivante dalla produzione di Parmigiano Reggiano. La sostituzione del sistema di raffreddamento considerata nel modello potrebbe ridurre di circa il 31% i consumi elettrici del carico del chiller direttamente analizzato. Una configurazione con recupero di calore richiederebbe più elettricità rispetto sia alla configurazione di riferimento sia alla soluzione di solo raffreddamento, ma offrirebbe un maggiore risparmio annuo sui costi operativi grazie alla riduzione del consumo di gas della caldaia. Gli autori considerano questi benefici come stime massime, poiché l’ipotesi di utilizzare il 60% del calore del condensatore deve ancora essere verificata rispetto alla domanda reale di calore di processo.

Il progetto Betted propone quindi alle aziende tre fasi: ‘Assess’, con una valutazione gratuita tramite Betted Toolbox per individuare potenziali risparmi energetici ed economici; ‘Improve’, attraverso formazione finanziata dall’Unione europea su refrigerazione, recupero di calore, pompe di calore ed energie rinnovabili; e ‘Benchmark, Share and Scale’, per favorire il confronto tra aziende e la condivisione delle migliori pratiche.

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