Parigi (Francia) – Il settore della refrigerazione, del condizionamento dell’aria e delle pompe di calore (RACHP) può svolgere un ruolo centrale nel percorso globale verso le emissioni nette zero entro il 2050. È quanto emerge dall’analisi di Lambert Kujpers, membro dello Scientific and Technical Committee dell’International Institute of Refrigeration (IIR), ripresa nel comunicato stampa ufficiale dell’Istituto.
Il percorso di riduzione delle emissioni legate ai refrigeranti è iniziato decenni fa con l’attenzione agli effetti ambientali dei Cfc, che ha portato alla firma del Protocollo di Montreal nel 1987. Grazie ai successivi emendamenti, Cfc e Hcfc sono oggi praticamente eliminati dai nuovi sistemi di refrigerazione e climatizzazione. L’adozione dell’Emendamento di Kigali nel 2016 ha introdotto una progressiva riduzione della produzione e del consumo globale di Hfc. Secondo l’IIR, il phase-down degli Hfc potrebbe evitare un aumento della temperatura media globale compreso tra 0,1 e 0,3 °C entro il 2100.
Kujpers individua quattro priorità per il settore RACHP: ridurre la domanda di raffreddamento e riscaldamento attraverso l’efficienza degli edifici, misure passive e una gestione adeguata degli impianti; aumentare l’efficienza energetica mediante la scelta dei componenti e l’adattamento alle condizioni stagionali; integrare fonti energetiche rinnovabili o almeno carbon neutral; e ottimizzare gli investimenti necessari per rendere possibili questi interventi. Secondo Kujpers, anche i grandi impianti di teleriscaldamento e teleraffrescamento possono contribuire alla riduzione complessiva della domanda attraverso un approccio integrato che coinvolga progettazione degli edifici, architettura e amministrazioni locali. L’IIR sottolinea inoltre il ruolo delle pompe di calore, considerate una tecnologia particolarmente efficiente per sostituire i sistemi di produzione del calore alimentati da combustibili fossili, quando adeguatamente integrate con fonti rinnovabili.
L’Istituto ricorda che la riduzione delle emissioni del settore della refrigerazione è fondamentale per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che punta a mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 °C. Il finanziamento della transizione rimane tuttavia una questione centrale: secondo le stime citate dall’IIR, saranno necessari circa 15-20 trilioni di dollari per raggiungere emissioni prossime allo zero, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.


