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SEforALL: refrigerazione e caldo estremo, entro il 2050 nei Paesi a basso reddito fino a 10 volte più decessi

Vienna (Austria) – I Paesi a basso reddito potrebbero registrare entro il 2050 un numero di decessi legati al caldo estremo fino a 10 volte superiore rispetto ai Paesi ad alto reddito. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’analisi ‘Chilling Prospects’ di Sustainable Energy for All (SEforALL), ripresa dall’International Institute of Refrigeration.

L’edizione speciale, pubblicata nell’agosto 2026, analizza la mortalità legata al caldo nell’Africa subsahariana, nell’Asia meridionale e sudorientale, in America Latina e nei Caraibi. Secondo SEforALL, le circa 546mila morti annue legate al caldo stimate a livello globale dal Lancet Countdown on Health and Climate Change potrebbero essere sottostimate, poiché questi decessi risultano spesso poco segnalati proprio nelle aree maggiormente colpite.

Secondo le proiezioni, in Paesi del Sahel come Burkina Faso e Niger l’aumento della mortalità legata alle temperature potrebbe superare i 60 decessi ogni 100mila abitanti entro il 2050. L’analisi individua inoltre 12 Paesi che rientrano contemporaneamente tra i 20 con i più alti tassi attuali di mortalità da caldo e tra quelli con i maggiori incrementi previsti: Bahrain, Burkina Faso, Ciad, Gibuti, Iraq, Kuwait, Mali, Mauritania, Niger, Pakistan, Arabia Saudita e Sudan.

La riduzione della mortalità legata al caldo richiede, secondo l’analisi, un approccio articolato che comprenda piani d’azione adeguati alle condizioni climatiche, sistemi di allerta precoce e infrastrutture sanitarie.

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