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Active Refrigeration: la Nuova Zelanda accelera su ammoniaca, CO2 e pompe di calore

Christchurch (Nuova Zelanda) –  In Nuova Zelanda cresce l’interesse per le tecnologie HVAC&R basate sui refrigeranti naturali, sostenuto anche dalle politiche nazionali sugli Hfc e dall’attenzione all’efficienza energetica. Come riporta Natural Refrigerants, il Paese rappresenta un mercato particolarmente interessante per ammoniaca, CO2 e pompe di calore.

Jared Bright, contract manager di Active Refrigeration, sottolinea il ruolo centrale dell’ammoniaca (R717), utilizzata da anni dall’azienda in numerosi impianti industriali, e la crescente diffusione della CO2 (R744), soprattutto nei sistemi transcritici per la refrigerazione industriale e la conservazione a freddo. Secondo Bright, il settore sta individuando nella CO2 una soluzione efficace soprattutto per impianti nell’intervallo di 150-250 kW, mentre i sistemi ammoniaca/CO2 vengono utilizzati anche per applicazioni a temperature molto basse.

Sul fronte del riscaldamento, Active Refrigeration ha sviluppato pompe di calore ad ammoniaca per la produzione di acqua calda, arrivando a impianti fino a 25 MW e temperature di 85 °C. Le tecnologie possono utilizzare calore di scarto, processi di refrigerazione, acque reflue e fonti naturali. Nel 2026, Active Refrigeration e Alliance Group hanno inoltre ricevuto un riconoscimento ai New Zealand Energy Excellence Awards per progetti di pompe di calore ad alta temperatura che hanno sostituito caldaie a carbone in tre siti, contribuendo a eliminare circa 25mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno.

Bright evidenzia però anche alcune difficoltà, tra cui la disponibilità delle apparecchiature e i lunghi tempi di consegna dovuti alla posizione geografica della Nuova Zelanda. Per i sistemi a propano, inoltre, le apparecchiature importate devono rispettare gli standard elettrici locali relativi alle sostanze infiammabili. Nonostante queste criticità, secondo Bright esiste un potenziale significativo per un’ulteriore diffusione dei refrigeranti naturali nel Paese. “C’è un’enorme opportunità”, afferma, sottolineando in particolare le prospettive per la CO2 transcritica e per le pompe di calore ad ammoniaca.

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