Londra (Inghilterra) – Oltre 120 organizzazioni britanniche chiedono al governo del Regno Unito di ridurre le tasse sull’elettricità, avvertendo che gli elevati costi dell’energia rischiano di provocare chiusure aziendali e perdite di posti di lavoro, aumentando al contempo il costo della vita. Come riportato da Cooling Post, la richiesta è contenuta in una lettera indirizzata al Cancelliere dello Scacchiere e coordinata dal think tank E3G e da Energy Uk, associazione di categoria del settore energetico. I firmatari chiedono al governo di intervenire sulle imposte sull’elettricità nella prossima legge di bilancio autunnale.
La lettera sottolinea che i costi energetici nel Regno Unito sono tra i più elevati delle economie sviluppate e risultano oggi superiori del 70% rispetto al 2021. Secondo i firmatari, questo ha contribuito all’aumento del debito energetico delle famiglie, diretto verso i 7 miliardi di sterline, e ha portato oltre il 40% delle imprese britanniche a ridurre gli investimenti. Pur riconoscendo che le bollette rimangono elevate anche a causa degli alti prezzi del gas e dei costi non legati al combustibile, la lettera evidenzia il peso di imposte e oneri governativi.
Tra i 123 firmatari figurano organizzazioni di consumatori come Which? e Age Uk, aziende come Nationwide e Co-op e associazioni che rappresentano numerosi comparti dell’economia, tra cui CBI, MakeUk, techUk, British Beer & Pub Association, British Retail Consortium, National Housing Federation, Food & Drink Federation e Uk Hospitality. Sono presenti anche Federation of Environmental Trade Associations, Energy Saving Trust e Hpa Uk, oltre ai produttori di pompe di calore Mitsubishi Electric, Vaillant, Kenza, Glen Dimplex, Worcester Bosch, Daikin, Nibe, Qvantum e Star Refrigeration. I firmatari sostengono che i precedenti interventi, tra cui la riduzione dell’Iva sull’elettricità domestica e lo sconto sull’elettricità annunciato lo scorso anno, non siano stati sufficienti. Gli sconti attuali e quelli previsti per le imprese sono inoltre limitati a un numero ristretto di aziende industriali e manifatturiere, che rappresentano circa il 10% dei consumi elettrici non domestici e meno dell’1% del totale delle imprese.
Secondo la lettera, trasferire gli oneri al Tesoro potrebbe ridurre fino al 20% i prezzi dell’elettricità per le imprese e portare la riduzione media complessiva della bolletta energetica delle famiglie fino a 250 sterline all’anno, considerando anche l’intervento previsto dal bilancio 2025. I firmatari sostengono inoltre che la misura potrebbe aumentare gli investimenti, ridurre l’inflazione di 0,3 punti percentuali e accelerare l’elettrificazione dei consumi energetici. Una precedente analisi di PwC ha stimato che portare i prezzi dell’elettricità al livello mediano del G7 potrebbe generare ulteriori 250 miliardi di sterline di produzione economica nel prossimo decennio.
“Il Regno Unito sta attivamente sabotando i propri sforzi per ridurre i costi energetici tassando l’elettricità. Qualsiasi piano credibile per affrontare il costo della vita e consentire la reindustrializzazione deve prevedere la rimozione di queste tasse dalle bollette e il loro trasferimento al Tesoro”, ha dichiarato Ed Matthew, direttore del programma Uk di E3G, come riporta Cooling Post.


