Penrith (Inghilterra) – Il fatturato complessivo delle 30 maggiori imprese britanniche di contracting meccanico ed elettrico (M&E) ha raggiunto quasi 6,8 miliardi di sterline nel 2025, con una crescita del 7,9% rispetto all’anno precedente. Secondo il rapporto annuale della Building Engineering Services Association (Besa), il mercato ha mostrato una significativa resilienza nonostante le difficili condizioni economiche. La classifica, basata sui dati forniti direttamente dalle imprese e su altre fonti pubbliche, non è considerata esaustiva o definitiva. Al primo posto nel 2025 figura la società di Leeds NG Bailey, con un fatturato di 706,7 milioni di sterline.
“Ci troviamo in una situazione di cambiamento ormai da alcuni anni. Dopo la ripresa dal Covid nel 2022/23, il fatturato complessivo è passato da 4,7 miliardi di sterline a oltre 6 miliardi, in concomitanza con l’esplosione del settore mission critical”, ha dichiarato Gokhan Hassan, managing director di GHCS e GH Engage, che ha condotto la ricerca finanziaria per il rapporto, come riporta Besa. La crescita è sostenuta da data center e infrastrutture digitali, sanità, difesa, transizione energetica e adeguamento alle normative sulla sicurezza degli edifici. Il calo delle attività residenziali ha invece frenato alcune aree del mercato e contribuito al fallimento di alcune imprese storiche. Anche la costruzione e il fit-out degli uffici stanno garantendo un flusso stabile di lavori, mentre i cosiddetti ‘hand backs’ dei contratti PFI al patrimonio del NHS stanno creando opportunità per interventi di ristrutturazione e retrofit.
“Il futuro del settore M&E è luminoso; l’evoluzione del Building Safety Act, gli edifici intelligenti, le infrastrutture Mep resilienti e la consapevolezza ambientale spingeranno i servizi per gli edifici a contribuire ulteriormente alla crescita economica”, ha osservato Hassan.
Il rapporto evidenzia anche l’importanza degli investimenti in innovazione e dell’efficienza dei processi per rispondere alle esigenze dei clienti nei settori digitale, difesa e sanità. Diverse imprese affermano di essersi allontanate dal tradizionale approccio ‘first past the post’ alle gare d’appalto, puntando a migliorare l’efficienza nella progettazione e nella realizzazione.
David Frise, Ceo di Besa, ha definito questo un momento significativo per il settore: “C’è una grande domanda di servizi di ingegneria edilizia di alta qualità e la sfida di trasformare le opportunità in successo commerciale sta inoltre spingendo le aziende a essere più innovative”. Restano tuttavia difficoltà nella protezione dei margini e dei flussi di cassa, a causa dell’inflazione persistente, dei contratti a prezzo fisso e dei ritardi nei progetti. Per questo, diversi contractor M&E stanno diventando più selettivi, concentrandosi sui settori con pipeline più solide e di lungo periodo, come le infrastrutture mission critical e il retrofit, e sui clienti che li coinvolgono già nelle prime fasi della progettazione.
Alcune aziende hanno infine sottolineato l’importanza delle proposte legislative volte a vietare le ritenute e contrastare le pratiche di pagamento scorrette, considerate strumenti fondamentali per proteggere la liquidità e ridurre il rischio di insolvenza.


