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Refrigeranti naturali, secondo Armin Hafner la tecnologia è già pronta per il 99,9% degli impianti HVAC&R

Hamilton (Nuova Zelanda) – Le tecnologie con refrigeranti naturali sono già mature per il 99,9% delle applicazioni HVAC&R, ma la loro diffusione è frenata soprattutto dall’accettazione del mercato, dalla scarsa consapevolezza degli utenti finali e dalla carenza di tecnici qualificati. È quanto sostiene Armin Hafner, professore alla Norwegian University of Science and Technology (Ntnu), intervistato da Jan Dusek, co-founder e Coo di ATMOsphere, durante la 17esima IIR-Gustav Lorentzen Conference, tenutasi in Nuova Zelanda dal 23 al 26 agosto 2026.

“Non conosciamo le proprietà e tutti gli effetti dei nuovi fluidi [sintetici]. Tuttavia, sappiamo come implementare in sicurezza i refrigeranti naturali – ammoniaca [R717], CO2 [R744], acqua [R718], idrocarburi e aria [R729]”, afferma Hafner.

Nel mondo sono in funzione oltre 5,4 miliardi di unità di refrigerazione, responsabili di circa il 20% della domanda globale di elettricità e del 9% delle emissioni di CO2. Hafner richiama inoltre l’attenzione sul Tfa, prodotto dalla degradazione atmosferica di alcuni refrigeranti: secondo le ricerche, il 60% delle emissioni globali di Tfa deriva dai refrigeranti. Nel giugno 2026, l’Echa ha raccomandato di classificarlo come sostanza tossica per la riproduzione.

Diverse applicazioni dimostrano già la possibilità di utilizzare alternative naturali: sistemi CO2 per la climatizzazione dei veicoli e la produzione di acqua calda, R290 nei sistemi di refrigerazione e climatizzazione e pompe di calore ad alta temperatura per l’industria. In Giappone sono state installate oltre 10 milioni di pompe di calore CO2 Eco-Cute dal 2001. Hafner cita anche l’India, dove sono già operative applicazioni CO2 nel settore alimentare e nella pesca, mentre Godrej & Boyce produce localmente compressori R290 per climatizzatori split. Ntnu e Sintef stanno inoltre sviluppando pompe di calore ad alta temperatura per la decarbonizzazione industriale.

Secondo Hafner, la priorità è accelerare l’adozione delle tecnologie già disponibili e formare nuovi professionisti: “Il problema più grande per il settore nei prossimi 5-10 anni sarà avere abbastanza ingegneri, installatori e tecnici”. Sul Tfa aggiunge: “I divieti sul Tfa arriveranno prima o poi”. E conclude: “Ma il settore è pronto a passare ai refrigeranti naturali ora. Dobbiamo implementare ciò che sappiamo e non immettere nell’ambiente più Tfa di quanto sia necessario per noi e per le generazioni future”.

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