Ginevra (Svizzera) – L’Europa sta vivendo una crescita significativa della domanda di raffrescamento. Secondo l’International Institute of Refrigeration (IIR), che riprende i dati della World Meteorological Organization (Wmo), nel 2026 l’Europa occidentale ha registrato il periodo giugno-luglio più caldo mai rilevato, mentre ad agosto alcuni Paesi hanno affrontato una quarta ondata di calore dall’inizio di maggio.
In questo scenario, l’utilizzo della climatizzazione si sta diffondendo rapidamente nell’Unione europea. Secondo Eurostat, nel 2024 i consumi energetici delle famiglie europee destinati al raffrescamento hanno raggiunto 80,4 mila terajoule (Tj), quasi il doppio rispetto ai 40,5 mila Tj del 2018. L’Italia è il Paese che ha contribuito maggiormente all’aumento, con 17.305 Tj aggiuntivi tra il 2018 e il 2024, seguita dalla Spagna (+8.017 Tj) e dalla Francia (+3.250 Tj). In termini percentuali, invece, la crescita più marcata si è registrata in Austria, dove i consumi per il raffrescamento degli ambienti sono aumentati di oltre il 1.000%, passando da 22 a 253 Tj.
Secondo l’IIR, con l’aumento delle temperature globali legato ai cambiamenti climatici, la climatizzazione rappresenta sempre più uno strumento necessario per tutelare la salute e mantenere la produttività. L’Istituto prevede inoltre che il numero di climatizzatori installati in Europa raddoppierà entro il 2050.


