Un’analisi dei fluidi refrigeranti alla luce del regolamento F-Gas 2024 mostra come, tra vincoli ambientali e restrizioni chimiche, il numero di soluzioni realmente sostenibili si riduca drasticamente. Dai 163 refrigeranti censiti dal NIST, solo 16 emergono come candidati ‘puliti’ e non fluorurati.
Di Massimo Moscati, direttore editoriale di PR Planet Refrigeration
Il nuovo regolamento europeo F-Gas 2024 segna un’ulteriore stretta verso la decarbonizzazione del settore HVAC&R, imponendo limiti sempre più severi sull’utilizzo dei refrigeranti ad alto impatto climatico. Tra i criteri più rilevanti spicca la soglia di GWP (Global Warming Potential) inferiore a 150, ormai divenuta un riferimento chiave per numerose applicazioni, dalla refrigerazione commerciale al condizionamento dell’aria.
Ma quanti sono, in concreto, i refrigeranti che soddisfano questo requisito? Per rispondere in modo oggettivo, è utile partire da una base dati ampia e autorevole: i 163 fluidi classificati come refrigeranti dal database del NIST (National Institute of Standards and Technology). Questo insieme rappresenta un panorama completo, includendo sostanze naturali, sintetiche e miscele.
Prima scrematura: eliminazione dei composti contenenti cloro
Un primo filtro riguarda la presenza di cloro nella molecola. I refrigeranti clorurati (come CFC e HCFC) sono già da tempo sotto restrizione o fuori legge a causa del loro impatto sull’ozono. Applicando questo criterio, 44 refrigeranti vengono esclusi.
Si tratta di una selezione quasi ‘storica’, che riflette normative già consolidate come il Protocollo di Montreal.
Secondo filtro: limite GWP < 150
Il passo successivo è l’applicazione del requisito climatico:
- 81 refrigeranti presentano un GWP superiore a 150
Questa è la vera linea di demarcazione introdotta dal regolamento F-Gas più recente. Dopo questa seconda selezione, il numero si riduce drasticamente:
- Restano 38 refrigeranti con GWP < 150
Un dato che, già di per sé, evidenzia quanto sia limitato il campo delle alternative a basso impatto climatico.
Terzo filtro: esclusione delle sostanze PFAS
Negli ultimi anni, l’attenzione normativa e scientifica si è concentrata anche sulle sostanze PFAS (per- e polifluoroalchiliche), note per la loro persistenza ambientale e i potenziali effetti sulla salute.
All’interno dei 38 refrigeranti rimasti, 13 sono classificabili come PFAS.
La loro eliminazione rappresenta un passaggio cruciale in un’ottica di sostenibilità a lungo termine, andando oltre il solo parametro GWP.
Quarto filtro: eliminazione degli F-Gas
Infine, si applica un criterio ancora più restrittivo: l’esclusione di tutti i refrigeranti fluorurati, ovvero gli F-Gas, oggetto diretto della regolamentazione europea.
Dopo questo ultimo passaggio, il risultato è sorprendente, rimangono soltanto 16 refrigeranti.
Un numero che cambia la prospettiva. Passare da 163 a 16 non è solo una riduzione numerica: è un cambio di paradigma. Significa che, se si considerano contemporaneamente:
- basso GWP
- assenza di cloro
- esclusione dei PFAS
- eliminazione degli F-Gas
le opzioni realmente sostenibili diventano estremamente limitate.
Chi sono questi ‘magnifici 16’?
Pur senza entrare nel dettaglio completo, è evidente che la maggior parte di questi refrigeranti appartiene alla categoria dei fluidi naturali, tra cui:
- idrocarburi (propano, isobutano, ecc.)
- ammoniaca
- anidride carbonica
- acqua e aria (in applicazioni specifiche)
Queste sostanze condividono caratteristiche comuni:
- GWP trascurabile o nullo
- assenza di fluorurazione
- disponibilità naturale
Tuttavia, presentano anche sfide tecniche importanti, come:
- infiammabilità (idrocarburi)
- tossicità (ammoniaca)
- alte pressioni operative (CO₂)
Implicazioni per il settore
Il messaggio che emerge da questa analisi è chiaro: la transizione verso refrigeranti sostenibili non è solo una questione di sostituzione chimica, ma richiede:
- ripensamento degli impianti
- aggiornamento delle normative di sicurezza
- formazione tecnica avanzata
Il numero ristretto di opzioni disponibili impone una maggiore specializzazione e una progettazione più consapevole.
In conclusione
Il regolamento F-Gas 2024 non si limita a ridurre l’impatto ambientale: ridefinisce completamente il panorama dei refrigeranti. Dai 163 fluidi iniziali, solo 16 soddisfano tutti i criteri più stringenti.
Una selezione che non lascia spazio a compromessi e che spinge il settore verso soluzioni sempre più mirate, dove sostenibilità, sicurezza ed efficienza devono convivere in equilibrio.
Da un’analisi di Costantino Guzzardi che sarà intervistato sul prossimo numero della rivista.


