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Emendamento di Kigali, Cina e Paesi del Pacifico raccontano i progressi nella riduzione degli Hfc

Parigi (Francia) – In occasione del decimo anniversario dell’Emendamento di Kigali, il programma OzonAction delle Nazioni Unite sta dedicando una serie di approfondimenti alle esperienze dei Paesi impegnati nella riduzione degli idrofluorocarburi (Hfc) e nella promozione di tecnologie di raffreddamento più sostenibili. L’iniziativa ‘10 Years, 10 Perspectives’ presenta risultati, difficoltà e insegnamenti maturati nell’attuazione dell’accordo internazionale. La serie è stata avviata il 5 ottobre (leggi qui) e accompagna il percorso verso la 38esima riunione delle Parti. Nella settimana del 12 ottobre l’attenzione si concentra sulla Cina e sui Paesi insulari del Pacifico, con l’obiettivo di illustrare come gli impegni globali si traducano in misure concrete per la protezione del clima e dello strato di ozono.

In Cina, i controlli sugli Hfc sono stati integrati nel sistema normativo nazionale. Dal 2024 il Paese applica quote annuali per questi refrigeranti, affiancate da un sistema nazionale di autorizzazione alle importazioni e alle esportazioni. Nel 2025 ha inoltre pubblicato il Piano nazionale di attuazione del Protocollo di Montreal per il periodo 2025-2030, che definisce obiettivi graduali di riduzione degli Hfc e misure per migliorare la gestione dei refrigeranti lungo tutto il loro ciclo di vita. Il quadro normativo comprende quote, licenze, obblighi di comunicazione dei dati, controlli doganali, requisiti di etichettatura e standard settoriali. Prevede inoltre il recupero e il riciclo dei refrigeranti, il controllo delle emissioni e l’integrazione di criteri di efficienza energetica e sicurezza nella gestione degli Hfc.

Un’ulteriore circolare, emanata nel febbraio 2026, ha rafforzato la gestione nazionale delle sostanze che riducono lo strato di ozono e degli Hfc. Dal 1° gennaio 2029 sono previste restrizioni all’impiego di refrigeranti con un potenziale di riscaldamento globale (Gwp) superiore a 750 in determinate tipologie di condizionatori e superiore a 2.500 nella maggior parte delle apparecchiature di refrigerazione.

Secondo i dati presentati dalla Cina, il Paese ha eliminato circa 720mila tonnellate di sostanze lesive per l’ozono. Nel periodo 1991-2020, questa riduzione avrebbe prodotto benefici climatici cumulativi equivalenti a circa 26 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente evitate. La stima riguarda il più ampio percorso di eliminazione delle sostanze lesive per l’ozono previsto dal Protocollo di Montreal e non esclusivamente il controllo degli Hfc o l’attuazione dell’Emendamento di Kigali. Nel comparto della refrigerazione commerciale e industriale, il consumo di Hcfc è stato ridotto del 67,5% rispetto al livello di riferimento. Il consumo di Hfc è stato invece congelato nel 2024 ai livelli di riferimento, con un obiettivo di riduzione del 10% entro il 2029.

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