Singapore – Il Global Cooling Pledge, lanciato alla COP28 del 2023, punta a ridurre del 68% entro il 2050 le emissioni legate al raffrescamento, garantendo al contempo un accesso equo a soluzioni sostenibili per contrastare il caldo estremo. L’iniziativa coinvolge oggi circa 75 Paesi e 70 attori non statali, tra cui l’International Institute of Refrigeration (IIR). Come si legge sul sito dell’IIR, il percorso verso un raffrescamento a emissioni quasi nulle, definito dall’Unep ‘Sustainable Cooling Pathway’, combina raffrescamento passivo, soluzioni a basso consumo, tecnologie ad alta efficienza e refrigeranti a basso impatto climatico.
Un primo confronto sull’attuazione del Pledge si è svolto nel giugno 2025 con il primo Global Cooling Pledge Signatories Focal Points Meeting, co-organizzato da Germania, Italia ed Emirati Arabi Uniti e co-presieduto da Brasile ed Emirati Arabi Uniti. L’incontro ha affrontato temi legati all’attuazione, alla governance e al rafforzamento delle competenze.
Il prossimo appuntamento sarà la Global Cooling Pledge Assembly 2026, in programma a Singapore dal 15 al 18 settembre, che riunirà governi, città, industria, istituzioni finanziarie e partner tecnici per accelerare la diffusione di soluzioni di raffrescamento sostenibile. Durante l’Assemblea si terrà anche il primo incontro formale dell’Intergovernmental Committee on Cooling, adottato alla COP30 di Belém con il compito di monitorare e guidare l’attuazione del Pledge.


