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Raffrescamento sostenibile: servono investimenti e progetti concreti per accelerare il phase-down degli HFC

Trasformare i Piani nazionali per il raffrescamento in progetti finanziabili e creare un mercato capace di sostenere la transizione verso tecnologie a basso impatto climatico. È questo il tema al centro della sessione tecnica organizzata durante l’OEWG48 da Unep Cool Coalition, Cool Up, GIZ Proklima e World Bank, dedicata al finanziamento del phase-down degli HFC e del raffrescamento sostenibile. Lo riporta Refindustry.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che il rapporto ‘Cooler Finance’, realizzato dal Gruppo Banca Mondiale e dall’Unep, stima il valore del mercato del raffrescamento nei Paesi in via di sviluppo in 272 miliardi di dollari nel 2023, con una crescita prevista fino a circa 600 miliardi di dollari all’anno entro il 2050. Nonostante queste prospettive, gli investimenti nel raffrescamento risultano spesso difficili da individuare e finanziare, poiché sono integrati all’interno di edifici, catene del freddo, impianti industriali e sistemi di trasporto.

Amr Seleem, country engagement and climate policy lead dell’Unep Cool Coalition, ha evidenziato che soltanto 25 dei 75 Paesi firmatari del Global Cooling Pledge hanno pubblicato un National Cooling Action Plan. “Il gap finanziario non riguarda solo la disponibilità di capitale. I Paesi hanno bisogno di dati, istituzioni, standard e attività di preparazione dei progetti necessarie per trasformare gli impegni sul raffrescamento in investimenti concreti”, ha dichiarato.

Thanavat Junchaya, senior environmental engineer del Gruppo Banca Mondiale, ha spiegato che le strutture finanziarie devono essere progettate in funzione del tipo di beneficiario, della tecnologia e del mercato di riferimento. Tra gli strumenti discussi figurano vendor finance, on-bill finance, modelli Cooling-as-a-Service, fondi rotativi, garanzie, finanza mista e finanziamenti tradizionali. Tra gli esempi presentati figura il National Cooling Action Plan dell’India, che individua opportunità di investimento pari a 1.600 miliardi di dollari entro il 2040.

La sessione ha inoltre illustrato gli standard minimi di prestazione energetica differenziati per zona climatica adottati dalla Cina, i programmi di sostegno finanziario al raffrescamento rivolti agli istituti bancari in Egitto, Giordania, Libano e Turchia, oltre a progetti dimostrativi basati sull’impiego di refrigeranti naturali nei mercati africani. La Giordania è stata indicata come il primo Paese della regione ad aver pubblicato una tassonomia dedicata al raffrescamento sostenibile.

Secondo Niroopa Kowlesser, cooling policy specialist dell’Unep Cool Coalition, l’EPIC Facility ha già ricevuto oltre 50 richieste di supporto dai Paesi aderenti al Global Cooling Pledge. “Il raffrescamento è un’infrastruttura, proprio come l’acqua e l’energia. Deve essere pianificato, finanziato e sviluppato con la stessa serietà”, ha affermato.

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