43 nuovi progetti, compreso un programma regionale, saranno realizzati in 22 Paesi grazie a uno stanziamento complessivo di 14 milioni di dollari approvato dall’Executive Committee del Fondo multilaterale per l’attuazione del Protocollo di Montreal. Lo rende noto l’UNIDO attraverso un comunicato stampa ufficiale.
Le iniziative rafforzano il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale nella trasformazione sostenibile dell’industria e comprendono programmi per l’eliminazione degli HCFC in dieci Paesi, piani di riduzione degli HFC in nove Stati, oltre a interventi dedicati all’efficienza energetica e al rafforzamento delle istituzioni.
L’UNIDO sottolinea come il Protocollo di Montreal stia progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione, passando dalla sola tutela dello strato di ozono a un ruolo sempre più centrale nella lotta ai cambiamenti climatici. Tra i progetti approvati figura il primo piano nazionale del Brasile dedicato alla riduzione degli HFC, dove UNIDO guiderà la transizione della refrigerazione industriale verso tecnologie a basso impatto climatico, promuovendo sistemi ad ammoniaca abbinati a pompe di calore ad alta temperatura con refrigeranti idrocarburici per il recupero del calore di scarto industriale.
Secondo l’Organizzazione, diverse imprese stanno già ampliando autonomamente gli investimenti, convertendo intere linee produttive oltre quanto previsto dai finanziamenti. In Ecuador è stato approvato il primo piano di settore per la conversione dell’industria delle schiume poliuretaniche verso alternative a basse emissioni di carbonio, accompagnato da un progetto pilota dedicato all’efficienza energetica e alla conversione degli HFC presso un importante impianto frigorifero per l’esportazione di gamberi.
Tra gli interventi figurano anche programmi per la distruzione dell’HFC-23, sottoprodotto dell’industria chimica con un potenziale di riscaldamento globale superiore di oltre 14mila volte a quello della CO₂.
In Nigeria l’aggiornamento del piano nazionale di attuazione dell’Emendamento di Kigali consentirà di ridurre oltre quattro milioni di tonnellate di CO₂ equivalente entro il 2030, anche grazie al divieto di produzione di apparecchiature che utilizzano HFC. In Marocco, invece, sarà sostenuta la riconversione dell’intera filiera del freddo per il settore della pesca, dall’ammodernamento delle imbarcazioni fino ai sistemi di congelamento ad ammoniaca, oltre alla creazione di un centro nazionale per la rigenerazione dei refrigeranti cofinanziato dall’industria.
“Il vero valore di questi progetti risiede nella trasformazione industriale che sono in grado di innescare”, ha dichiarato Alois Mhlanga, direttore della divisione Climate Innovation and Montreal Protocol di UNIDO. “Quando le imprese acquisiscono consapevolezza delle opzioni tecnologiche disponibili e dei possibili percorsi di transizione grazie al nostro lavoro nell’ambito del Protocollo di Montreal, iniziano a investire risorse proprie per rimanere competitive e mantenere la propria quota di mercato”.
L’Executive Committee del Fondo multilaterale si riunisce due volte all’anno a Montreal per approvare i progetti destinati ai Paesi in via di sviluppo.


