La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti della Grecia per il mancato rispetto delle disposizioni del Regolamento europeo sugli F-Gas relative al riconoscimento reciproco dei certificati professionali rilasciati dagli Stati membri. Lo riporta Cooling Post.
L’articolo 10, paragrafo 10, del Regolamento (Ue) 2024/573 prevede infatti il riconoscimento reciproco, all’interno dell’Unione europea, degli attestati di formazione e dei certificati rilasciati dai diversi Paesi membri.
Secondo la Commissione, la transizione verso refrigeranti a basso impatto climatico richiede un numero adeguato di tecnici qualificati e certificati in tutta l’Ue. Per questo motivo, un efficace riconoscimento reciproco delle certificazioni nazionali è considerato essenziale per favorire la mobilità professionale e sostenere la diffusione delle nuove tecnologie.
Attualmente, in Grecia, i tecnici in possesso di una certificazione F-Gas rilasciata da un altro Stato membro non possono esercitare automaticamente l’attività di frigorista. La normativa nazionale impone infatti il superamento di ulteriori procedure di valutazione prima di autorizzarli allo svolgimento delle attività previste.
Per questo motivo la Commissione europea ha inviato ad Atene una lettera di costituzione in mora, primo passaggio formale della procedura d’infrazione. La Grecia dispone ora di due mesi di tempo per rispondere alle osservazioni della Commissione e porre rimedio alle criticità individuate.
In assenza di una risposta ritenuta soddisfacente, Bruxelles potrà procedere con l’invio di un parere motivato, documento che espone nel dettaglio le ragioni per cui la Commissione ritiene violata la normativa europea e che richiede allo Stato membro di adottare misure correttive entro un termine prestabilito.


