Direttore editoriale: Massimo Moscati          Direttore responsabile: Angelo Frigerio

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Copeland pubblica il secondo Global Impact Report: emissioni Scope 1 e 2 ridotte del 20% nel FY2025

Copeland ha pubblicato la seconda edizione del suo ‘Global Impact Report’, documento che illustra i risultati raggiunti nell’anno fiscale 2025 (FY2025) in materia di sostenibilità ambientale, sicurezza sul lavoro e impatto sulle comunità. Come si legge nel comunicato stampa ufficiale dell’azienda, i progressi sono stati sviluppati seguendo i tre pilastri strategici ‘Purpose’, ‘Performance’ e ‘People’.

Sul fronte della decarbonizzazione, Copeland ha ridotto del 20% su base annua le emissioni di gas serra Scope 1 e Scope 2, proseguendo il percorso verso l’obiettivo validato dalla Science Based Targets initiative (SBTi), che prevede una riduzione assoluta del 55% entro il FY2033 rispetto ai livelli del FY2023. L’energia rinnovabile acquistata e la produzione fotovoltaica onsite hanno inoltre coperto il 58% del consumo globale di elettricità dell’azienda.

Importanti investimenti sono stati destinati anche all’innovazione. Nel FY2025 oltre il 4% del fatturato è stato infatti destinato ad attività di ingegneria, ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, mentre i tempi medi di progettazione e collaudo sono stati ridotti del 15%, accelerando così l’introduzione di soluzioni sostenibili sul mercato.

Anche sul fronte delle persone, Copeland registra risultati significativi. L’indice globale Total Recordable Incident Rate (TRIR) è diminuito del 22%, attestandosi a 0,21, un valore nettamente inferiore alla media del settore manifatturiero. Parallelamente, il livello di coinvolgimento dei dipendenti ha superato il 90° percentile del benchmark di riferimento per il comparto.

Secondo Copeland, questi risultati sostengono le principali trasformazioni del mercato, tra cui la transizione energetica, la crescente diffusione di refrigeranti naturali e a basso GWP e lo sviluppo di una catena del freddo sempre più resiliente per i settori alimentare e farmaceutico.

“Il vero impatto ambientale si realizza quando la sostenibilità viene integrata sia nelle nostre attività quotidiane sia nello sviluppo collaborativo dei prodotti”, ha dichiarato Tracy Reiter, chief transformation & sustainability officer di Copeland. “Se da un lato gli obiettivi validati dalla SBTi definiscono la nostra traiettoria di lungo periodo, dall’altro i risultati a breve termine derivano dall’applicazione del rigore del Copeland Business System lungo tutta la catena del valore. Collegare la disciplina operativa alle prestazioni ambientali ci consente di sviluppare soluzioni di nuova generazione che aiutano concretamente i nostri clienti a migliorare la propria efficienza”.

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