Il Climate Change Committee del governo britannico ha identificato il miglioramento del raffrescamento tra le misure necessarie per affrontare gli effetti sempre più rilevanti del cambiamento climatico nel Regno Unito. Lo riporta Cooling Post.
Nel rapporto ‘A Well-Adapted UK’, pubblicato oggi, il comitato osserva che intensità e durata delle future ondate di calore renderanno necessario pianificare misure di raffrescamento attivo, come l’aria condizionata, accanto alle soluzioni passive a basso costo.
Secondo il documento, entro il 2050 il 92% delle abitazioni britanniche rischia di soffrire di surriscaldamento, con un numero di decessi legati al caldo stimato tra 3mila e 10mila all’anno. Il fenomeno potrebbe colpire in particolare la popolazione anziana, rendendo il raffrescamento particolarmente importante in case di cura, ospedali e abitazioni private.
Il rapporto sottolinea che i nuovi edifici dovrebbero essere progettati fin dall’inizio per mantenere temperature confortevoli, con misure passive che in alcune aree del Paese potrebbero essere sufficienti.
“Tuttavia, l’intensità e la durata delle future ondate di calore significano che dobbiamo pianificare un maggiore ricorso al raffrescamento attivo, come l’aria condizionata”, si legge nel documento.
Il rapporto aggiunge che le misure attive, insieme alle soluzioni passive a basso costo, saranno probabilmente necessarie soprattutto nella riqualificazione degli edifici esistenti, che rappresenteranno la maggior parte del patrimonio immobiliare nel 2050. Per alcune abitazioni, affidarsi esclusivamente a misure passive potrebbe risultare impossibile o troppo costoso per mantenere temperature sicure.
Il documento suggerisce inoltre la creazione di almeno una “cool room” nelle abitazioni attraverso sistemi di raffrescamento attivo a basso costo, una misura che potrebbe contribuire a ridurre significativamente la mortalità legata al caldo se applicata al 30% delle famiglie urbane più vulnerabili.
“Famiglie e imprese installeranno sempre più sistemi di raffrescamento per comfort e produttività. Potrebbe però essere necessario un supporto aggiuntivo per garantire l’accesso a sistemi efficaci alle persone vulnerabili al caldo e con redditi bassi”.
Le pompe di calore vengono indicate come elemento chiave della transizione energetica, grazie alla loro capacità di fornire sia riscaldamento sia raffrescamento a basse emissioni.
Il rapporto invita inoltre a creare spazi pubblici climatizzati, modificare le pratiche lavorative e promuovere cambiamenti comportamentali per proteggere le persone più esposte ai rischi delle alte temperature. Tra le proposte figurano anche misure passive nei nuovi edifici e l’introduzione di limiti massimi di temperatura nei luoghi di lavoro.
“Questo rapporto rappresenta un chiaro avvertimento: il Regno Unito non può più considerare il raffrescamento come un elemento secondario”, ha commentato Charlotte Lee, chief executive della Heat Pump Association Uk. “Le pompe di calore offrono una soluzione pratica di lungo termine, con molti sistemi in grado di garantire sia riscaldamento efficiente in inverno sia raffrescamento estivo con la stessa tecnologia. È un promemoria importante sulla necessità di rendere i nostri edifici e sistemi energetici pronti per il futuro”.
Lee ha inoltre sottolineato l’importanza di accelerare la diffusione di tecnologie pulite per riscaldamento e raffrescamento, massimizzare il recupero di calore e investire in isolamento, schermature solari e ventilazione per migliorare il comfort, ridurre la pressione sulla rete elettrica e proteggere le persone più vulnerabili dagli effetti del caldo estremo.


