La domanda globale di raffrescamento è aumentata del 245% dal 2010 e il mercato si è progressivamente diviso in due segmenti distinti: uno commerciale ad alto valore e uno residenziale ad alto volume. È quanto emerge dagli ultimi report ‘Worldwide Air Conditioning and Heat Pump’ pubblicati da BSRIA e riportati da Cooling Post.
Le nuove analisi, che coprono 18 mercati chiave della climatizzazione e 15 mercati delle pompe di calore, identificano tra i principali fattori di trasformazione del settore il progresso tecnologico, l’inasprimento delle normative e la rapida diffusione dei sistemi di raffreddamento per data center.
Secondo i report, si registra una netta divergenza nei prezzi tra il settore commerciale ad alto valore, trainato da applicazioni specialistiche, e il segmento residenziale ad alto volume, dove la forte competizione continua a comprimere i prezzi.
Nel comparto commerciale, i prezzi medi di vendita di prodotti come chiller e unità di trattamento aria sono aumentati rispettivamente del 3,6% e del 4,5% nel 2025. Al contrario, nel segmento residenziale il prezzo medio dei sistemi split senza canalizzazione è diminuito. BSRIA attribuisce questo fenomeno all’elevata concorrenza, con i primi 10 produttori che rappresentano oggi oltre l’85% delle vendite globali di questa categoria.
Uno dei principali driver di crescita è rappresentato dai data center. L’espansione dell’intelligenza artificiale sta infatti aumentando la domanda di soluzioni avanzate di raffreddamento a liquido, accelerando le vendite di chiller. In alcuni Paesi, come Indonesia, Messico, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti, i chiller centrifughi oil-free rappresentano già oltre metà del mercato.
Dal punto di vista dei fornitori HVAC e cooling, la crescita è alimentata non solo dall’aumento del numero di data center, ma anche dalla maggiore densità termica all’interno delle strutture. I carichi di lavoro AI stanno spingendo i rack oltre i limiti gestibili dai tradizionali sistemi ad aria, favorendo così l’adozione di tecnologie di raffreddamento liquido.
I report evidenziano inoltre come proprietari e investitori siano sempre più concentrati sulle prestazioni energetiche lungo l’intero ciclo di vita degli impianti e sull’impatto carbonico dei sistemi di raffrescamento, piuttosto che sui soli costi iniziali. Questo sta modificando il modo in cui i sistemi di climatizzazione vengono progettati, acquistati, finanziati e gestiti, generando un crescente interesse verso soluzioni ad alta efficienza e basse emissioni.
La ricerca conferma anche la rapida diffusione dei sistemi inverter, soprattutto nelle economie emergenti. Il mercato indiano degli split inverter dovrebbe raggiungere il 100% entro il 2029, mentre Brasile e Arabia Saudita mostrano anch’essi una forte crescita. Parallelamente procede l’azione normativa per eliminare progressivamente i sistemi di climatizzazione a bassa efficienza energetica e gli HFC, favorendo l’adozione di refrigeranti naturali e a basso GWP sia nei nuovi impianti sia nei retrofit.
BSRIA rileva inoltre che il 2025 ha segnato l’inizio della ripresa del mercato globale delle pompe di calore. Sebbene spesso associate al raffrescamento, le soluzioni di climatizzazione stanno assumendo un ruolo sempre più importante anche nel riscaldamento, con i sistemi single-split reversibili cresciuti del 3,3% in volume a livello globale.
“Il 2025 è stato un anno di incertezza e nel mercato della climatizzazione abbiamo assistito a una crescente competizione, con un aumento delle attività di fusioni e acquisizioni che ha favorito il consolidamento del settore”, ha dichiarato Aline Breslauer, research manager di BSRIA. “Tuttavia, a livello globale la necessità di tecnologie di raffrescamento resta molto elevata, con una domanda aumentata del 245% negli ultimi 15 anni. Prevediamo che la crescita continuerà, anche se in modo disomogeneo a causa della persistente volatilità economica e geopolitica”.
“La prossima fase dell’HVAC non sarà vinta soltanto dalla tecnologia. A fare la differenza saranno le organizzazioni capaci di operare in questo nuovo contesto. Il vantaggio competitivo arriverà dall’adattabilità, non dall’ottimizzazione”, ha aggiunto.


