Negli Stati Uniti torna al centro del dibattito normativo il tema dei PFAS, con possibili implicazioni dirette anche per il settore della refrigerazione. Come riportato da Natural Refrigerants, due esponenti democratici hanno presentato alla Camera dei Rappresentanti e al Senato una nuova proposta di legge, denominata ‘Forever Chemical Regulation and Accountability Act’, che mira a regolamentare l’uso delle sostanze per- e polifluoroalchiliche lungo l’intera filiera nazionale.
La proposta, presentata dalla deputata Betty McCollum e dal senatore Dick Durbin, era già stata introdotta nell’aprile 2024 senza però completare l’iter parlamentare. Il nuovo testo propone una definizione di PFAS che includerebbe anche molti refrigeranti e il sottoprodotto atmosferico di alcuni di essi, l’acido trifluoroacetico (TFA). In particolare, la legge definisce i PFAS come sostanze contenenti “almeno un atomo di carbonio completamente fluorurato e almeno un atomo di carbonio non fluorurato”.
Questa impostazione si discosta dalla posizione dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (Epa), secondo cui F-gas e TFA non rientrano nella definizione di PFAS. Tuttavia, diversi scienziati a livello internazionale adottano una definizione più ampia che include queste sostanze. Alcuni Stati americani, come Maine e Minnesota, hanno già adottato definizioni che comprendono anche F-gas e TFA.
“Il Minnesota conosce fin troppo bene la minaccia che la contaminazione da PFAS rappresenta per la salute e la sicurezza delle nostre comunità”, ha dichiarato McCollum. “Sono orgogliosa di collaborare con il senatore Durbin per ripresentare questa proposta di legge, che stabilirà una scadenza nazionale di 10 anni per eliminare i PFAS ovunque possibile”.
Il provvedimento prevede una serie di misure articolate: l’avvio di uno studio da parte delle National Academies per valutare persistenza, bioaccumulo e rischi per la salute; l’obbligo per produttori e utilizzatori di comunicare dati all’Epa e presentare piani di eliminazione entro 10 anni; il divieto di rilascio nell’ambiente di PFAS entro lo stesso periodo; e la definizione di scadenze per l’eliminazione di queste sostanze da prodotti di consumo.
“Questa legislazione rappresenta il primo passo per garantire che le comunità negli Stati Uniti abbiano accesso ad acqua potabile pulita e sicura”, ha aggiunto McCollum, sottolineando anche l’importanza di investire nella ricerca e in alternative più sicure.
Il testo include inoltre misure per favorire la sostituzione dei PFAS, creare hub regionali per la gestione e la bonifica e rafforzare la responsabilità delle aziende, evitando che possano utilizzare procedure fallimentari per sottrarsi alle conseguenze legali legate all’uso di sostanze tossiche.
I PFAS, spesso definiti ‘forever chemicals’ per la loro persistenza nell’ambiente, includono composti come PFOS e PFOA, noti per la loro tossicità. Il TFA, invece, è un composto a catena ultracorta che si forma dalla degradazione completa di HFO-1234yf e parziale di altri F-gas, accumulandosi nell’acqua piovana e diffondendosi nell’ambiente, nelle acque potabili e negli alimenti. La sua tossicità per l’uomo è ancora oggetto di studio, ma ricerche su animali hanno evidenziato possibili effetti sulla riproduzione.
A difesa dell’utilizzo di refrigeranti che producono TFA, l’industria fluorochimica richiama il rapporto 2022 dell’Unep ‘Environmental Effects Assessment Panel’, secondo cui il TFA non è bioaccumulabile e “non è attualmente considerato un rischio significativo per l’uomo o per l’ambiente”, né “è probabile che provochi effetti negativi fino al 2100”.
Nonostante ciò, il dibattito resta aperto e l’evoluzione normativa potrebbe avere un impatto rilevante sull’intero settore HVAC&R, soprattutto considerando che attualmente il Congresso statunitense è a maggioranza repubblicana e potrebbe non approvare rapidamente la proposta. Tuttavia, le elezioni di metà mandato previste a novembre potrebbero modificare gli equilibri politici e riaprire il percorso legislativo.


