La Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo ha pubblicato un progetto di parere sulle modifiche al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), proponendo l’estensione a un numero maggiore di prodotti a valle e l’introduzione di misure anti-elusione. Come si legge su Refindustry, il documento, datato 15 aprile 2026, è indirizzato alla Commissione Ambiente nell’ambito della revisione del regolamento (Ue) 2023/956.
Nel testo si evidenzia che la proposta della Commissione europea individua alcune lacune nel sistema attuale e suggerisce di ampliare il campo di applicazione del CBAM. Acciaio e alluminio, utilizzati in numerose filiere strategiche, rendono infatti più semplice l’elusione delle regole. Tra le misure proposte figurano l’aggiunta di nuovi codici CN negli allegati, la riduzione dei tempi di valutazione e l’utilizzo dell’esclusione dei prodotti solo come misura temporanea.
Per quanto riguarda i prodotti legati alla refrigerazione e HVACR, il documento include diverse categorie da inserire nell’Allegato I: caldaie (codice 8403 10), pompe di calore a gas ed elettriche (8418 61), macchine per il condizionamento (8415), frigoriferi e congelatori (8418), torri di raffreddamento (8419 89 10), scambiatori di calore (8419 50 80) e scaldacqua a pompa di calore. Vengono inoltre indicati anidride carbonica e perfluorocarburi come gas serra rilevanti.
Il parere propone anche regole più stringenti contro l’elusione, ampliando la definizione di pratiche abusive e introducendo valori predefiniti in caso di dati insufficienti. Si suggerisce inoltre un monitoraggio costante dei flussi commerciali e la possibilità di aggiornare rapidamente l’elenco dei prodotti. Il testo prevede infine l’uso obbligatorio di valori standard durante un periodo transitorio per prodotti e Paesi considerati ad alto rischio.


