L’aumento delle emissioni di gas che riducono l’ozono derivanti dall’uso come feedstock potrebbe compromettere il recupero dello strato di ozono. È quanto emerge, secondo Cooling Post, da un recente studio pubblicato sulla rivista ‘Nature Communications’.
Sebbene il Protocollo di Montreal abbia vietato l’uso delle sostanze ozono-lesive, alcuni gas come l’HCFC-22 continuano a essere utilizzati come feedstock nella produzione di altri composti chimici, inclusi refrigeranti alternativi a basso GWP come HFC e HFO.
Questa esclusione si basava sull’assunto che le emissioni derivanti da feedstock fossero pari solo allo 0,5% della produzione totale e che il loro utilizzo sarebbe diminuito nel tempo, con un impatto trascurabile sull’ozono stratosferico. Tuttavia, il nuovo studio evidenzia che le emissioni sono oggi pari in media al 3,6% della produzione e che l’uso di feedstock è in aumento.
Secondo i ricercatori, invece di diminuire dopo il 2003, l’utilizzo di queste sostanze è cresciuto del 163% tra il 2000 e il 2024. Le crescite più rilevanti tra il 2014 e il 2024 riguardano HCFC-22, CFC-113 e 113a, HCFC-142b e tetracloruro di carbonio.


