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Refrigeranti naturali in Africa: opportunità e ostacoli secondo il progetto SophiA

Un policy brief sviluppato nell’ambito del progetto europeo ‘SophiA’ evidenzia il ruolo crescente dei refrigeranti naturali in Africa e analizza le principali barriere alla loro diffusione. Secondo quanto riportato da Refindustry, il documento sottolinea le criticità ambientali legate ai refrigeranti sintetici e la necessità di riforme normative, tecniche e di mercato.

Il report evidenzia che refrigeranti come CFC, HCFC e HFC hanno contribuito in modo significativo alla riduzione dello strato di ozono e alle emissioni di gas serra. Nonostante i progressi del Protocollo di Montreal, che ha portato all’eliminazione di quasi il 99% delle sostanze ozono-lesive rispetto ai livelli del 1990, i sistemi basati su HCFC rappresentano ancora circa la metà del mercato della climatizzazione in Africa. Allo stesso tempo, 45 dei 54 Paesi africani hanno ratificato l’emendamento di Kigali, impegnandosi a ridurre il consumo di HFC dell’80% entro il 2045.

I refrigeranti naturali – tra cui ammoniaca, CO2, idrocarburi, acqua e aria – vengono indicati come alternative a basso impatto ambientale. Se applicati correttamente, possono garantire sicurezza, efficienza energetica e costi contenuti nei sistemi di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, migliorando anche le prestazioni grazie alle loro proprietà termodinamiche.

Tuttavia, la diffusione resta limitata da diversi fattori, tra cui l’assenza di quadri normativi completi, la carenza di formazione, la limitata disponibilità di componenti e refrigeranti e gli elevati dazi all’importazione, che in alcuni Paesi possono variare dal 40% al 111%. Il settore è inoltre caratterizzato da una forza lavoro in gran parte informale, con scarsa formazione strutturata sulla gestione dei refrigeranti naturali.

Il documento individua alcune azioni prioritarie per superare queste criticità: rafforzare i programmi di formazione, aumentare la consapevolezza, sostenere progetti dimostrativi, migliorare l’accesso ai finanziamenti e sviluppare infrastrutture regolatorie adeguate. Vengono inoltre citati esempi di iniziative già in corso, come sistemi di refrigerazione solare che utilizzano propano e CO2 e applicazioni industriali basate su ammoniaca già operative in diversi Paesi africani.

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