La Commissione europea ha chiarito che le direttive sulla sicurezza e salute sul lavoro continuano ad applicarsi pienamente ai tecnici che operano con refrigeranti naturali e non sono sostituite dalla certificazione F-gas prevista dal nuovo regolamento europeo sui gas fluorurati. Come si legge su Refindustry, la decisione segue una petizione presentata dalla società italiana CSIM, attraverso il fondatore Marco Masini. La risposta della Commissione è stata pubblicata il 17 marzo 2026 dalla Commissione PETI del Parlamento europeo, in relazione alla petizione n. 1162/2025.
La questione sollevata riguardava il rischio che i tecnici certificati F-gas ai sensi del Regolamento (Ue) 2024/573 potessero essere considerati automaticamente qualificati per lavorare con refrigeranti naturali come propano (R290), CO2 (R744) e ammoniaca (R717), senza rispettare gli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.
La Commissione ha chiarito, nella risposta del 20 febbraio 2026, che certificazione F-gas e direttive sulla sicurezza operano su piani distinti e complementari. I requisiti minimi introdotti per i refrigeranti naturali affrontano rischi specifici come infiammabilità, pressione e tossicità, ma non sostituiscono gli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ciò significa che i datori di lavoro devono continuare a valutare tutti i rischi e fornire formazione adeguata, indipendentemente dalle certificazioni ambientali possedute dai tecnici. Per CSIM, questa posizione implica, ad esempio, che un tecnico certificato per l’ammoniaca debba comunque possedere una licenza per gas tossici secondo la normativa italiana e che l’azienda debba effettuare specifiche valutazioni del rischio chimico e ATEX.
La petizione si inserisce nel progetto LIFE SKILLSAFE, che coinvolge anche European Heat Pump Association, Daikin Europe e l’associazione olandese NVKL, con l’obiettivo di sviluppare un quadro europeo di competenze per la manutenzione sicura di sistemi con refrigeranti naturali.
“La sicurezza delle persone richiede un approccio integrato, che dia priorità a una formazione specifica sui rischi di infiammabilità, tossicità e alta pressione”, ha dichiarato Masini.


