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Henry Group: i componenti CO2 superano il 50% del business nello stabilimento Usa

I componenti per CO2 (R744) rappresentano ormai “ben oltre” il 50% del business di Henry Group nello stabilimento di Chatham, Illinois. Lo ha dichiarato Aaron Arnold, Sales Manager dell’azienda, come riportato da Natural Refrigerants. Arnold, insieme al collega Jesse Meredith, Regional Sales, ha illustrato la crescita della domanda di componenti R744 durante un’intervista tenuta in occasione dell’‘IIAR Expo 2026’, svoltosi dal 15 al 18 marzo a San Antonio, Texas.

Meredith ha evidenziato come il mercato abbia subito un cambiamento radicale negli ultimi anni: “Quattro anni fa la domanda era probabilmente pari a zero, e tre anni fa non era molto migliore”. Negli ultimi due anni, tuttavia, il mercato ha registrato una forte accelerazione, portando a un aumento significativo della richiesta di recipienti in pressione, l’unico componente per CO2 prodotto dall’azienda nello stabilimento di Chatham.

“Abbiamo appena parlato con un Oem per il quale stiamo realizzando ricevitori di gas flash, e ci ha detto che potrebbe aver bisogno di raddoppiare l’ordine di 300 unità”, ha spiegato Arnold. Il manager ha paragonato questa crescita alla cosiddetta curva ‘a bastone da hockey’, caratterizzata da una fase iniziale di sviluppo lento seguita da una rapida accelerazione. “Siamo nella fase ascendente di quella curva”, ha aggiunto. Meredith ha sottolineato inoltre che “sembra che l’industria abbia preso decisioni negli ultimi 12 mesi”, dopo un periodo in cui il mercato si interrogava soprattutto sui livelli di pressione dei componenti.

Per rispondere alla crescente domanda, l’azienda produce non solo recipienti in pressione, ma anche valvole di sicurezza (PRV) e componenti per la refrigerazione commerciale e il condizionamento, compatibili con refrigeranti naturali come propano (R290), isobutano (R600a) e ammoniaca (R717).

Con una presenza in Australia, Cina, Singapore, Regno Unito e Stati Uniti, Henry Group opera su scala globale. Come si legge su Natural Refrigerants, il Ceo Julian Parker aveva già indicato negli Stati Uniti il principale mercato di crescita per l’azienda, evidenziando in particolare lo sviluppo nella produzione di recipienti in pressione personalizzati e nella gamma di valvole PRV ad alta pressione. Confermando questa tendenza, Arnold ha dichiarato: “Probabilmente oltre il 90% dei nostri prodotti CO2 rimane negli Stati Uniti”.

Per sostenere l’aumento della domanda, Henry Group si affida a una rete di approvvigionamento globale. “Non tutto viene prodotto nel nostro stabilimento in Illinois: alcuni prodotti, come le valvole PRV, provengono dalla Scozia, mentre le valvole a sfera arrivano dalla Corea del Sud”, ha spiegato Arnold. “Altri prodotti sono forniti da Italia e Taiwan. È una rete globale”.

Guardando al futuro, l’azienda prevede una crescita esponenziale nei prossimi cinque anni. “Siamo concentrati nel continuare su questa strada, sviluppando prodotti sempre più innovativi a supporto della CO2 e degli altri refrigeranti naturali”, ha concluso Arnold.

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