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Le vendite di pompe di calore in Europa crescono dell’11% nel 2025. Superati i 28 milioni di unità installate

Le vendite di pompe di calore in 16 Paesi europei sono aumentate dell’11% nel 2025, raggiungendo circa 2,63 milioni di unità residenziali. È quanto emerge dai dati preliminari della European Heat Pump Association (Ehpa), riportati da Refindustry. Nel 2024, negli stessi Paesi, le unità vendute erano state 2,38 milioni, mentre il numero totale di pompe di calore installate in Europa sale ora a circa 28 milioni.

12 dei 16 Paesi analizzati hanno registrato nel 2025 un incremento delle installazioni rispetto all’anno precedente. Secondo Ehpa, la crescita è dovuta in larga parte alla stabilizzazione dei regimi di incentivazione da parte dei governi e agli interventi sui costi energetici, inclusa la riduzione della tassazione sulle bollette elettriche. Queste misure hanno migliorato la competitività delle pompe di calore, che utilizzano una quantità limitata di elettricità, rispetto alle caldaie alimentate da combustibili fossili.

In Belgio, nuove restrizioni sui sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, insieme alla riduzione dell’IVA sulle pompe di calore nei nuovi edifici, hanno contribuito a un aumento del 7% delle vendite, fino a 111mila unità. Nel Regno Unito, il sostegno politico attraverso il programma Boiler Upgrade Scheme e il piano Warm Homes ha determinato una crescita del 27%, con 125mila unità vendute.

In Germania, le pompe di calore hanno rappresentato quasi la metà di tutti i generatori di calore venduti lo scorso anno, una quota record. Ehpa collega questo risultato alla crescente fiducia dei consumatori nella tecnologia, dopo una fase di forte politicizzazione del tema riscaldamento, e al ruolo delle pompe di calore nella sicurezza energetica. In controtendenza, le vendite sono diminuite in Polonia, dove Ehpa segnala fenomeni di disinformazione, e in Francia, dove bilanci pubblici e schemi di sostegno sono stati oggetto di cambiamenti.

Rapportando i dati alla popolazione, Norvegia, Finlandia e Svezia restano i mercati più maturi, con oltre 30 pompe di calore vendute ogni 1.000 famiglie, mentre Polonia e Regno Unito si attestano sotto le cinque unità ogni 1.000 famiglie.

Ehpa sta inoltre raccogliendo dati sulle pompe di calore di grande taglia, segnalando un trend in crescita, con un numero sempre maggiore di fabbriche e reti di teleriscaldamento che installano unità ad alta capacità.

“È una regola base dei governi che la tassazione sia uno strumento per cambiare i comportamenti. I Paesi europei devono agire rapidamente per ridurre le tasse sulle pompe di calore e sull’elettricità, affinché diventino la scelta più competitiva. Questo deve essere consolidato attraverso politiche stabili. Altrimenti l’Europa continuerà a dipendere dalle importazioni di combustibili fossili da partner inaffidabili. Gli eventi del fine settimana in Iran mostrano questa necessità più chiaramente che mai. La prossima strategia europea su riscaldamento e raffrescamento e il piano d’azione per l’elettrificazione rappresentano grandi opportunità per incoraggiare i governi a ridurre più rapidamente la tassazione sull’elettricità, poiché ciò ha un impatto diretto sulla produzione nazionale di pompe di calore sia residenziali sia industriali”, ha dichiarato Paul Kenny, direttore generale di Ehpa.

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