Il 1° febbraio 2026 il Parlamento europeo ha proposto un obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Come riporta Refindustry, gli emendamenti al Regolamento (Ue) 2021/1119 sono stati presentati dalla Commissione per l’Ambiente, il Clima e la Sicurezza Alimentare e si inseriscono nel percorso verso la neutralità climatica dell’Ue al 2050.
La proposta delinea una serie di misure con impatti diretti sul settore HVACR, ponendo un forte accento su efficienza energetica, fonti rinnovabili e diffusione delle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. Viene inoltre sostenuta l’integrazione delle rimozioni permanenti di carbonio, come la bioenergia con cattura del carbonio e la cattura diretta dall’aria, nel sistema Ets europeo, per compensare le emissioni residue.
La decarbonizzazione dei sistemi energetici dovrà avvenire secondo un approccio tecnologicamente neutrale, che richiama esplicitamente soluzioni a basse o zero emissioni come geotermia, idroelettrico, bioenergia sostenibile e sistemi avanzati di accumulo energetico. Rafforzare le reti elettriche e le interconnessioni è indicato come prioritario per costruire un’Unione dell’Energia più resiliente e integrata entro il 2030.
La proposta ribadisce il principio ‘energy efficiency first’ e prepara il terreno a modifiche legislative volte ad accelerare la decarbonizzazione degli edifici e l’integrazione settoriale, con ricadute dirette sulle tecnologie HVAC e sugli impianti di building services.
All’interno della roadmap congiunta del Clean Industrial Deal, l’Ue intende accelerare la diffusione e la commercializzazione delle tecnologie pulite e modernizzare i sistemi energetici, sostenendo la domanda di soluzioni a basse emissioni nell’ambiente costruito.
Il rinvio dell’estensione dell’Ets agli edifici e ai trasporti al 2028 concede più tempo a questi settori per prepararsi ai meccanismi di prezzo del carbonio, con potenziali effetti sugli investimenti futuri in sistemi HVACR e interventi di retrofit. La Commissione sarà chiamata a valutare i progressi ogni due anni e potrà proporre ulteriori iniziative legislative in base all’evoluzione tecnologica e alle tendenze emissive.


