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REHVA interviene sulla revisione Ue di ecodesign ed etichettatura energetica

REHVA ha presentato un contributo tecnico alla Commissione Europea nell’ambito della revisione dei requisiti di ecodesign ed etichettatura energetica per i generatori di calore e i sistemi combinati, riporta Refindustry. Il documento è stato elaborato dall’Eu Policy Advisory Group di REHVA e riflette il punto di vista di ingegneri HVAC, progettisti, esperti tecnici e produttori di tutta Europa. Le due iniziative europee mirano a definire il quadro normativo per le tecnologie di riscaldamento, l’accesso al mercato e l’informazione ai consumatori fino al 2030 e oltre.

REHVA sottolinea che gli apparecchi di riscaldamento sono componenti di sistemi HVAC più ampi, le cui prestazioni reali dipendono da progettazione, dimensionamento, installazione e condizioni operative. L’associazione chiede che le regolamentazioni tengano conto di questa visione sistemica, soprattutto nei casi di ristrutturazioni, sistemi ibridi e soluzioni integrate con fonti rinnovabili.

Sul fronte dell’ecodesign, REHVA sostiene l’introduzione di livelli minimi di prestazione, ma avverte che requisiti basati esclusivamente su condizioni di prova standard potrebbero non rappresentare l’efficienza stagionale reale. Viene promosso un approccio tecnologicamente neutrale per preservare la flessibilità dei progettisti ed evitare l’esclusione di prodotti utili a configurazioni ottimizzate e sostenibili.

Per quanto riguarda l’etichettatura energetica, REHVA supporta il riscalaggio delle classi, ma segnala il rischio che le soglie proposte raggruppino tecnologie molto diverse nella stessa classe, riducendo la chiarezza per gli utenti. L’associazione esprime inoltre preoccupazione per l’introduzione di una classe A vuota, che potrebbe confondere i consumatori e complicare i meccanismi di incentivazione.

La consultazione si è chiusa il 23 gennaio 2026 e l’adozione delle regole finali è attesa nel primo trimestre del 2026. REHVA ha dichiarato che continuerà a monitorare gli sviluppi e a collaborare con le istituzioni europee affinché le nuove norme restino praticabili e favoriscano sistemi di riscaldamento ad alte prestazioni e basse emissioni.

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