Il progetto Repower Regions ha pubblicato il proprio ‘Landscape Analysis Report’, offrendo una panoramica approfondita sulle tendenze della decarbonizzazione nei sistemi di riscaldamento e raffrescamento in nove Paesi europei: Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Lettonia, Norvegia, Polonia, Serbia e Spagna, fa sapere Refindustry. Il rapporto evidenzia una crescente spinta verso l’elettrificazione, i sistemi a bassa temperatura, il recupero energetico e l’ottimizzazione digitale, pur mettendo in luce criticità persistenti legate all’implementazione e alle competenze della forza lavoro.
L’analisi si basa su 68 casi studio relativi a diverse tipologie di edifici e a sistemi a scala distrettuale, oltre che su 110 programmi formativi. Gli edifici commerciali e industriali risultano in prima linea nell’adozione di sistemi di controllo basati sull’intelligenza artificiale e di soluzioni di riscaldamento ibride. Gli edifici pubblici e istituzionali mostrano invece una transizione verso la ventilazione intelligente e la distribuzione a bassa temperatura. Nel settore residenziale crescono le installazioni di pompe di calore e fotovoltaico su tetto, anche se permangono problemi legati a infrastrutture obsolete e ai rischi di surriscaldamento. Il rapporto documenta inoltre esempi di successo di reti di teleriscaldamento decentralizzate basate su fonti rinnovabili in Paesi come Germania, Lettonia e Danimarca.
Nonostante i progressi, il report individua nei costi iniziali elevati, nella frammentazione normativa e nella limitata interoperabilità digitale alcuni dei principali ostacoli. A questi si aggiungono la carenza di manodopera qualificata e l’insufficienza dell’offerta formativa. L’analisi dei 110 programmi universitari, di formazione professionale (VET) e di formazione continua (CVET) rivela una copertura disomogenea di competenze chiave come gli strumenti digitali, le pratiche di messa in servizio e la conoscenza dei quadri normativi.
Lo studio esamina anche l’impatto della legislazione europea, tra cui la Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), la Direttiva sull’efficienza energetica (EED) e la Direttiva sulle energie rinnovabili III (RED III), sui contesti nazionali. Ad esempio, ai sensi dell’articolo 25(6) della versione riveduta della EED, i Comuni con oltre 45mila abitanti sono ora tenuti a sviluppare piani locali per il riscaldamento e il raffrescamento.
Per affrontare queste sfide, il report propone raccomandazioni operative rivolte a decisori politici, amministrazioni locali, industria, mondo della formazione e ricerca. Tra le priorità figurano l’aggiornamento dei curricula, una cooperazione pubblico-privato più solida e la diffusione di sistemi intelligenti e interoperabili. “Il successo dipenderà dall’allineamento dei percorsi formativi alle esigenze reali del mercato, dagli investimenti nello sviluppo delle competenze e dall’implementazione efficace e inclusiva di sistemi digitali e a basse emissioni di carbonio”, conclude il rapporto.


