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Il cyberattacco ai supermercati (1). Svezia / Congelatori a 50 gradi in ICA e Coop

Stoccolma (Svezia) – In Svezia l’allarme per l’attacco cyber ai supermercati è scattato nella notte tra domenica e lunedì, quando le temperature di frigoriferi e congelatori sono salite in diversi supermercati delle due maggiori catene del Paese, ICA e Coop. Alcuni punti vendita sono rimasti chiusi o hanno aperto in ritardo per rimuovere i prodotti compromessi.

Il caso più grave è quello di un ICA Kvantum a Sjöbo, nel sud del Paese, che ha comunicato ai clienti sui social che frigoriferi e congelatori erano stati violati e impostati a 50 gradi, annunciando lo smaltimento dei prodotti. A Stoccolma, in un negozio ICA di Odengatan, un cartello avvisava che tutti i congelatori erano fuori servizio per un attacco informatico. La responsabile vendite Engla Ingwall ha raccontato a Reuters che l’attacco sarebbe avvenuto alle 2 del mattino, ma è stato scoperto solo diverse ore dopo.

Sui numeri le fonti non coincidono. Coop ha dichiarato al quotidiano Aftonbladet di avere sei negozi colpiti nella Svezia centrale, su circa 800, a cui secondo il sito di settore Dagligvarunytt se ne aggiunge uno a Sundsvall. ICA, che conta circa 1.300 negozi gestiti da commercianti indipendenti, parla di “un numero limitato” di punti vendita colpiti da un incidente notturno ai sistemi di refrigerazione e congelamento. Sempre secondo Dagligvarunytt, i negozi ICA coinvolti sarebbero otto, da Scania a Stoccolma fino a Karlstad.

Sul piano della qualificazione dell’evento, il quadro è sfumato. Interpellate dall’agenzia Afp, sia ICA sia Coop hanno detto di non avere al momento riscontri formali di un’intrusione informatica diretta, mentre singoli negozi parlano apertamente di attacco. Il Centro nazionale svedese per la cybersicurezza sta verificando se dietro i guasti ci sia un attacco. Secondo quanto riferito, i negozi ICA coinvolti erano collegati fuori dalla rete centrale del gruppo. Coop ha aggiunto che i sei punti vendita interessati usavano una connessione mobile 4G e non il 5G aggiornato, una condizione che li rendeva più esposti.

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