Bruxelles (Belgio) – La commissione per l’Ambiente, il clima e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha proposto una serie di emendamenti alle norme del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’Eu Ets, che disciplinano l’assegnazione gratuita delle quote per l’utilizzo industriale di calore e combustibili. Come si legge su Refindustry, le modifiche, datate 20 ottobre 2026, riguardano la revisione dei valori di riferimento per il periodo 2026-2030 e mirano a offrire una protezione aggiuntiva contro il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.
La commissione propone di aumentare le quote disponibili per l’assegnazione gratuita nell’ambito dei parametri di riferimento relativi al calore e ai combustibili. Gli emendamenti fanno riferimento a circa 88 milioni di quote disponibili per il periodo 2026-2030, a cui si aggiungono 11 milioni di quote derivanti dalle riduzioni delle assegnazioni gratuite. La proposta indica valori medi di riferimento pari a 41,4 quote per terajoule per il calore e 37,3 quote per terajoule per i combustibili. Si tratta di una riduzione indicativa del 12,5% rispetto al periodo 2021-2025.
Gli emendamenti prevedono inoltre una diversa redistribuzione delle quote derivanti dalla riduzione delle assegnazioni gratuite. Un terzo sarebbe destinato a sostenere ulteriori assegnazioni gratuite, un altro terzo verrebbe trasferito al Fondo per la modernizzazione, anche per investimenti nella modernizzazione dei sistemi di teleriscaldamento, mentre la quota restante sarebbe destinata al Fondo per l’innovazione.
Un’altra modifica proposta riguarda l’introduzione di parametri di riferimento specifici per i combustibili in determinati settori, nei casi in cui esistano differenze significative tra i benchmark applicabili a livello europeo e le prestazioni emissive di particolari processi industriali. Questi parametri settoriali sarebbero calcolati sulla base dell’intensità media delle emissioni di gas serra del 10% degli impianti più efficienti nel settore di riferimento. La priorità verrebbe attribuita alle attività classificate con i codici NACE 23.20 e 23.31.
Gli emendamenti propongono anche di ridurre il tasso massimo annuo di diminuzione dei valori di riferimento per il periodo 2027-2030 e di definire procedure specifiche per la determinazione dei benchmark settoriali. La Commissione europea sarebbe tenuta a stabilire i criteri pertinenti entro tre mesi e a definire i valori dei parametri settoriali entro sei mesi dalla pubblicazione del regolamento di modifica.
Le misure descritte rappresentano, allo stato attuale, proposte di modifica normativa e non disposizioni dell’Eu Ets già adottate. Il loro eventuale recepimento dipenderà quindi dall’iter legislativo successivo.


