Amsterdam (Paesi Bassi) – Una revisione scientifica dell’Università di Cincinnati, negli Stati Uniti, e dell’Università di Assiut, in Egitto, analizza il potenziale dell’acqua, identificata come refrigerante R718, nelle pompe di calore industriali ad alta temperatura. Lo studio, pubblicato su ‘Applied Thermal Engineering’, esamina ricerche teoriche, simulazioni, esperimenti e prototipi, come riferisce l’International Institute of Refrigeration.
Le pompe di calore ad alta temperatura possono recuperare il calore residuo dei processi industriali e riutilizzarlo per produrre calore utile oltre i 100 °C, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. L’acqua presenta vantaggi importanti: è naturale, non tossica, non infiammabile, facilmente disponibile e con potenziale di riscaldamento globale nullo.
Le applicazioni considerate arrivano indicativamente fino a 250 °C e includono i settori alimentare, chimico, cartario e del teleriscaldamento. Sistemi multistadio e a cascata, eventualmente combinati con refrigeranti a basso Gwp come R600 o R1234ze(Z), possono ampliare le possibilità di utilizzo.
Restano tuttavia alcune difficoltà tecniche, tra cui la bassa pressione di vapore, gli elevati volumi da comprimere e le esigenze di tenuta, materiali e controllo. I risultati disponibili sono promettenti, ma servono ulteriori sviluppi e dimostrazioni su scala commerciale per consolidare l’impiego della tecnologia.


