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Snowman Group punta sui refrigeranti naturali e sull’espansione internazionale

Fujian (Cina) – Snowman Group, produttore cinese di apparecchiature per la refrigerazione e altre applicazioni industriali, sta rafforzando la propria strategia sui refrigeranti naturali, con l’obiettivo di aumentare la loro incidenza sul business dal circa 40% attuale a oltre il 60% entro il 2030.

Secondo quanto riportato da Natural Refrigerants, l’azienda utilizza CO2 R744, ammoniaca R717, idrocarburi e acqua R718 in diversi settori. Nell’industria chimica vengono impiegati soprattutto propilene R1270, propano R290, etilene R1150 ed etano R170, mentre nella catena del freddo alimentare oltre il 70% dei progetti di integrazione dei sistemi adotta configurazioni a CO2 in cascata.

La crescita più rapida riguarda il settore della clean energy, in particolare le pompe di calore industriali, la lavorazione del gas naturale e la generazione di energia dal calore di scarto. Per le pompe di calore industriali, ammoniaca e CO2 sono i principali refrigeranti, mentre gli idrocarburi vengono considerati promettenti per le applicazioni ad alta temperatura quando è possibile gestire adeguatamente i requisiti di sicurezza.

Snowman prevede inoltre di ampliare la propria capacità produttiva in Cina e in Europa. In Europa l’azienda intende sviluppare la produzione locale di compressori a vite semiermetici per ammoniaca e compressori per CO2, attraverso le attività di SRM in Svezia e RefComp in Italia. Le vendite internazionali sono cresciute del 23% nel 2025 e rappresentano circa il 30% del fatturato, con l’obiettivo di superare il 50% entro il 2030. Anche il mercato cinese delle pompe di calore industriali offre importanti prospettive. Natural Refrigerants riporta una stima di circa 240 milioni di euro, con una crescita del 13,9%. La capacità installata dovrebbe raddoppiare entro il 2030.

Snowman individua inoltre nei data center un mercato strategico. La controllata Hangzhou Longhua vanta circa 10 anni di esperienza e ha partecipato alla realizzazione di quasi 100 data center con sistemi di raffreddamento ad aria e a liquido. Per i data center cinesi, R134a è ancora diffuso, ma l’azienda considera R1234ze, CO2 e R513A possibili alternative.

Sono inoltre in fase di test in Europa unità con compressori a vite semiermetici ad ammoniaca, anche per applicazioni nei data center.

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