Ariccia (Rm) – Daikin Applied Europe e CTS Group hanno sviluppato un concept brevettato per il raffreddamento dei data center ad alta densità destinati alle applicazioni di intelligenza artificiale. L’obiettivo è aumentare la capacità di calcolo contenendo al tempo stesso consumi energetici e costi operativi.
Come si legge nel comunicato stampa ufficiale, il sistema è stato progettato per raggiungere valori di Pue (Power Usage Effectiveness) previsti fino a 1,09 nei climi nordici e inferiori a 1,20 anche in condizioni climatiche più impegnative, come quelle del Medio Oriente. Il risultato è ottenuto attraverso un ampio ricorso al free cooling, una gestione ottimizzata dell’acqua e un’architettura specificamente sviluppata per ambienti di calcolo ad alta densità.
Il sistema combina circuiti dell’acqua di impianto ottimizzati, controlli avanzati, massimo sfruttamento del free cooling e una tecnologia dedicata di ‘buffer pipe’. Quest’ultima contribuisce a mantenere stabili le temperature dell’acqua destinata ai server raffreddati a liquido anche in presenza di variazioni improvvise del carico o di brevi interruzioni dell’alimentazione. Il concept è stato sottoposto a test di fabbrica su scala reale.
Secondo Daikin, una maggiore efficienza del raffreddamento permette non solo di ridurre i consumi e i costi dell’elettricità, ma anche di destinare una quota maggiore della potenza disponibile alle apparecchiature IT, aumentando la capacità di calcolo a parità di connessione alla rete.
L’azienda sottolinea inoltre la disponibilità di una gamma completa per il raffreddamento dei data center, comprendente chiller free cooling, unità fan wall, sistemi Crah e Cdu (Coolant Distribution Unit) per applicazioni di raffreddamento a liquido.
Tra gli esempi citati figura il data center OSL-Hamar in Norvegia, di proprietà di Green Mountain, dove Daikin ha fornito 71 chiller free cooling, 330 unità fan array e otto sistemi di controllo. La struttura raggiunge un Pue medio di 1,2. Daikin dispone infine in Italia di strutture dedicate ai test, dove è possibile effettuare Factory Acceptance Test su sistemi fino a 10 MW, consentendo ai clienti di verificare le prestazioni prima dell’installazione.


