Nordborg (Danimarca) – Danfoss ha chiuso il primo semestre 2026 con una crescita organica del 15%, sostenuta soprattutto dal Nord America e dall’Asia, in particolare da Cina e India. Le vendite hanno raggiunto 5,254 miliardi di euro, mentre l’Ebita operativo è aumentato del 44% a 802 milioni di euro, con un margine del 15,3%, in crescita di 3,5 punti percentuali. L’utile netto è salito del 62% a 436 milioni di euro e il free operating cash flow ha raggiunto 164 milioni di euro, rispetto ai -168 milioni del primo semestre 2025. Come fa sapere Danfoss, la crescita è stata sostenuta anche dalla forte espansione dei data center, che ha contribuito alle performance di tutti e tre i segmenti di business.
“Continuiamo a vedere una domanda elevata sul mercato per le nostre soluzioni innovative, competitive e sostenibili, con un solido slancio di crescita in tutte le nostre attività, compresi i data center”, ha dichiarato Kim Fausing, presidente e Ceo di Danfoss. “Questo sta determinando una significativa crescita organica e una maggiore redditività, con forti contributi dal Nord America e dall’Asia, in particolare dalla Cina e dall’India”.
Sul fronte strategico, Danfoss ha completato l’acquisizione delle quote di minoranza ancora detenute in Semikron Danfoss e ha firmato un accordo per acquisire l’italiana Alfagomma, operazione che dovrebbe concludersi nel quarto trimestre 2026, previa approvazione delle autorità competenti.
Il gruppo ha inoltre aumentato la quota di elettricità rinnovabile utilizzata dal 67% nel 2025 al 75%, contribuendo alla riduzione delle proprie emissioni Scope 1 e 2.
Alla luce dei risultati del primo semestre, Danfoss ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2026: le vendite sono ora attese nella metà superiore della fascia 9,1-10,6 miliardi di euro, mentre il margine Ebita operativo è previsto tra il 14,6% e il 15,6%, rispetto alla precedente stima del 12,8-14,3%.


