A 10 anni dall’adozione dell’Emendamento di Kigali, la comunità internazionale della refrigerazione torna a confrontarsi sulle prossime tappe della riduzione degli HFC. Nel corso della 48esima riunione dell’Open-ended Working Group delle Parti del Protocollo di Montreal, Unep Cool Coalition, Climate and Clean Air Coalition, il programma Cool Up e GIZ Proklima hanno organizzato un evento collaterale dedicato al bilancio del primo decennio di attuazione dell’accordo e alle priorità in vista della riduzione del 10% prevista per il 2029.
I Paesi dell’Article 5 Group 1 hanno congelato il consumo di idrofluorocarburi nel 2024 e dovranno affrontare il primo taglio del 10% nel 2029, mentre quelli del Group 2 dovranno congelare i consumi nel 2028. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come il successo dell’attuazione dipenderà dalla capacità di trasformare i Kigali Implementation Plans in misure concrete riguardanti importazione delle apparecchiature, formazione dei tecnici, pratiche di manutenzione, standard, etichettatura, controlli ed efficienza energetica.
Felix Heydel, project manager di Öko-Recherche, ha sottolineato che l’attuazione dell’Emendamento deve collegare la graduale eliminazione degli HFC con l’adozione di tecnologie efficienti, sistemi di raffrescamento passivo, standard tecnici, filiere adeguate e sviluppo delle competenze professionali. Il programma Cool Up, finanziato dall’International Climate Initiative del Governo tedesco e attivo fino a gennaio 2027 in Egitto, Giordania, Libano e Turchia, prevede inoltre interventi per rafforzare i codici edilizi, riqualificare gli edifici pubblici e promuovere standard minimi di prestazione energetica.
Durante l’evento sono emerse anche le diverse esigenze dei singoli Paesi. Grenada ha evidenziato come il raffrescamento rappresenti oltre il 64% del consumo nazionale di elettricità e più della metà dei consumi energetici del settore alberghiero e turistico. Il Paese, che ha avviato già nel 2005 la conversione ai refrigeranti naturali, sta sperimentando l’impiego del propano (R290) nella refrigerazione dei supermercati. Le Maldive hanno invece ricordato l’importanza strategica della catena del freddo in un territorio composto da circa 1.900 isole, di cui circa 200 dedicate alle attività turistiche, dove lo stoccaggio refrigerato rappresenta un’infrastruttura essenziale per pesca, turismo e servizi.
Tra le soluzioni tecnologiche illustrate figura anche il raffrescamento mediante essiccanti liquidi e il raffrescamento evaporativo diretto-indiretto, presentati da Alaa Olama, specialista egiziano nel settore della climatizzazione e della refrigerazione, come strumenti per ridurre la domanda di refrigeranti. L’Egitto sta sviluppando nove progetti dimostrativi, un nuovo codice tecnico per il raffrescamento evaporativo indiretto, la conversione di cinque impianti di refrigerazione ad ammoniaca e un sistema monoblocco nell’ambito del proprio Kigali Implementation Plan.
“L’attuazione inizia quando i piani si trasformano in misure concrete, le tecnologie diventano accessibili e affidabili e i Paesi dispongono degli standard, delle competenze e delle risorse finanziarie necessarie per implementarle su larga scala”, ha dichiarato Guntram Glasbrenner, programme manager di GIZ Proklima.
Secondo Glasbrenner, la diffusione delle tecnologie a bassissimo GWP richiederà ulteriori strumenti di finanziamento, filiere più solide, maggiori capacità di implementazione e una valutazione più attenta dei costi e dei risparmi lungo l’intero ciclo di vita delle apparecchiature.


