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Eia: rinviare la riduzione degli F-Gas penalizzerebbe la grande distribuzione

L’Environmental Investigation Agency (Eia) ha criticato la richiesta dell’associazione spagnola ASEDAS di rivedere il Regolamento europeo F-Gas 2024/573 (leggi qui), sostenendo che un rallentamento del phase down dei gas fluorurati rischierebbe di danneggiare proprio le imprese della distribuzione che si intendono tutelare. Lo riporta Cooling Post.

ASEDAS, l’associazione spagnola che rappresenta distributori, supermercati e negozi self-service, ha infatti chiesto una revisione della normativa europea affinché sia maggiormente allineata allo stato dell’arte delle tecnologie disponibili e alla disponibilità di refrigeranti alternativi. Secondo l’associazione, il calendario previsto dal regolamento non avrebbe adeguatamente considerato le esigenze di raffrescamento dei Paesi caratterizzati da temperature medie elevate, come la Spagna.

Di diverso avviso Fionnuala Walravens, senior climate campaigner dell’Eia, secondo cui “le richieste di ASEDAS rischiano di penalizzare proprio i rivenditori che affermano di voler proteggere”. Walravens sottolinea che “i supermercati tendono a utilizzare le tipologie di F-Gas più inquinanti, già fortemente tassate in Spagna, rendendo questi refrigeranti una scelta costosa. Inoltre, il loro continuo utilizzo è collegato alla diffusa presenza di refrigeranti illegali e contaminati”.

Secondo l’Eia, i refrigeranti naturali sono oggi ampiamente disponibili in Europa e il 34% dei punti vendita alimentari europei utilizza già sistemi a CO2, compresi supermercati situati in Paesi caratterizzati da temperature molto elevate.

Tra gli esempi citati figurano Carrefour e Jerónimo Martins, presenti in mercati come Francia, Portogallo e Colombia. L’Eia richiama inoltre il dialogo avviato con METRO, da cui è emerso che i supermercati dotati di impianti a CO2 risultano più resilienti anche con temperature superiori ai 40 °C.

L’organizzazione evidenzia inoltre come la Spagna sia tra i Paesi europei più avanzati nella formazione dei tecnici. Secondo i dati dell’associazione dei contractor AREA, circa l’85% degli installatori certificati è già qualificato per lavorare con refrigeranti naturali.

Anche María Carrasco, project manager di Ecodes, organizzazione indipendente impegnata nella promozione dello sviluppo sostenibile in Spagna e America Latina, invita a non rallentare il percorso normativo: “Le preoccupazioni espresse dal settore devono essere affrontate, ma non indebolendo o rinviando il Regolamento F-Gas. La Spagna e l’Unione europea dovrebbero invece accelerare la formazione, la certificazione e gli investimenti, trasformando la transizione in un’opportunità per creare occupazione qualificata, locale e non delocalizzabile”.

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