La Commissione europea vuole ridurre entro il 2030 il rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, fissando un limite massimo di 2,5 per il settore residenziale e di 2 per quello industriale. La misura è contenuta nel nuovo ‘Electrification Action Plan’, con cui Bruxelles punta a trasformare l’Europa nel primo continente alimentato prevalentemente dall’elettricità. A riportarlo è Cooling Post.
Tra gli obiettivi del piano figura il raddoppio delle installazioni annuali di pompe di calore, che dovranno passare dagli attuali 2,4 milioni di unità nel 2025 a 4 milioni entro il 2030. Per raggiungere questo traguardo, la Commissione propone una serie di interventi destinati a rendere più competitiva l’elettrificazione rispetto ai combustibili fossili.
Secondo il documento, oggi il rapporto medio tra il costo dell’elettricità e quello del gas in Europa supera quota tre. Solo in due Stati membri l’elettricità costa meno del doppio del gas, una situazione che scoraggia l’adozione di tecnologie elettriche come le pompe di calore. “Laddove l’elettricità costa più di 2-2,5 volte il gas, la convenienza economica del passaggio alle pompe di calore o ad altri processi elettrici diminuisce in modo significativo”, si legge nell’Action Plan.
La Commissione evidenzia inoltre come gli Stati membri con il rapporto prezzo elettricità/gas più favorevole registrino vendite di pompe di calore fino a tre volte superiori rispetto ai Paesi in cui tale rapporto supera il valore di tre. Il documento sottolinea anche che, in numerosi processi industriali, l’elettrificazione mediante pompe di calore consente risparmi economici quando il rapporto tra prezzo dell’elettricità e del gas è compreso tra 2,5 e 3,5.
“In alcuni processi industriali, l’elettrificazione con pompe di calore porta a una riduzione dei costi se il rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas è compreso tra 2,5 e 3,5. Questi guadagni di efficienza riducono i costi dell’intero sistema energetico, abbassando i prezzi dell’energia per tutti gli utenti e favorendo l’economia nel suo complesso”, afferma il piano.
Per questo motivo Bruxelles invita gli Stati membri a non applicare una tassazione sull’elettricità superiore a quella sul gas, evidenziando che oggi, in molti Paesi europei, l’energia elettrica è gravata da imposte significativamente più elevate.
Il piano riconosce inoltre che la crescente elettrificazione richiederà reti energetiche più intelligenti e flessibili. Tra le misure previste figurano la riforma degli oneri di rete, l’accelerazione della diffusione degli smart meter e una maggiore integrazione delle pompe di calore nei mercati della flessibilità energetica.
Grande attenzione viene riservata anche al settore industriale. La Commissione stima che circa il 60% dell’attuale domanda energetica industriale basata sui combustibili possa essere elettrificata attraverso le pompe di calore. A sostegno di questo processo sono previsti strumenti finanziari come l’Industrial Decarbonisation Bank, una nuova asta dell’Innovation Fund dedicata al calore industriale, specifiche roadmap per l’elettrificazione dei diversi comparti produttivi e investimenti nelle connessioni alla rete, negli accumuli termici e nei sistemi di gestione dell’energia.
Il documento dedica infine ampio spazio al recupero del calore di scarto. Secondo la Commissione, il potenziale disponibile raggiunge circa 300 TWh all’anno e potrebbe consentire di coprire entro il 2050 circa l’11% della domanda europea di calore. Un contributo importante arriverà anche dalle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, destinate a crescere del 6-7% ogni anno fino a coprire il 15% del fabbisogno complessivo europeo di riscaldamento e raffrescamento entro il 2030.
Jozefien Vanbecelaere, policy director della European Heat Pump Association, ha definito il piano “un punto di svolta”. “Per la prima volta il focus è posto sull’accelerazione dell’elettrificazione della domanda, attraverso una serie di misure che affrontano la tassazione dell’energia, il costo dell’elettricità, la flessibilità delle pompe di calore, il sostegno all’elettrificazione industriale e il recupero del calore di scarto”, ha dichiarato.
Secondo Vanbecelaere, affinché il piano produca risultati concreti, “la Commissione europea dovrà trasformarlo rapidamente in misure legislative, mentre i governi nazionali dovranno collaborare per garantirne l’attuazione, rafforzando sicurezza energetica, elettrificazione e riduzione delle bollette”.


