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RWTH Aachen: evitare il sovradimensionamento delle pompe di calore riduce i costi complessivi

Come si legge su Refindustry, ricercatori della RWTH Aachen University sostengono che le pompe di calore dovrebbero essere dimensionate per minimizzare il costo totale dell’impianto e non essere automaticamente sovradimensionate con configurazioni monovalenti. Secondo lo studio, gli attuali standard e le etichette energetiche possono infatti sovrastimare il coefficiente di prestazione stagionale (SCOP), poiché le prove standardizzate non considerano pienamente fattori quali l’interazione dei sistemi di controllo, le perdite dovute ai cicli di funzionamento e gli effetti dello sbrinamento.

Gli autori ricordano che, secondo la norma EN 15450, una pompa di calore monovalente copre interamente il fabbisogno termico dell’edificio, mentre un sistema bivalente utilizza una pompa di calore più piccola affiancata da un generatore ausiliario, riducendo l’investimento iniziale ma aumentando potenzialmente i costi operativi.

Analizzando 72 scenari tipici tedeschi, i ricercatori hanno rilevato che raddoppiare la potenza della pompa di calore rispetto al punto ottimale di bivalenza comporta un aumento dei costi complessivi superiore al 15%, mentre limitare il sovradimensionamento a un fattore pari a 1,2 mantiene l’incremento dei costi entro il 5%. Applicando i criteri proposti, circa il 53-65% degli impianti analizzati in precedenti studi sul campo risulterebbe sovradimensionato.

Lo studio individua inoltre cinque limiti della procedura di etichettatura energetica ErP basata sulle norme EN 14825 ed EN 14511, tra cui la disattivazione dei controlli nativi, l’assenza di una valutazione diretta dei cicli di funzionamento, un’analisi insufficiente dello sbrinamento, la definizione congiunta della capacità della pompa di calore e della resistenza ausiliaria e la flessibilità nella scelta della potenza nominale. Le misurazioni effettuate presso la RWTH Aachen hanno evidenziato una sovrastima del COP del 12,7% in un punto di prova a carico parziale e del 18,9% in un altro.

Gli autori propongono quindi che i produttori pubblichino misurazioni aggiuntive e serie temporali dinamiche comprendenti funzionamento a pieno carico, modulazione e cicli operativi. Raccomandano inoltre prove a temperature di mandata di almeno 35 °C e 65 °C, accompagnate da informazioni sul controllo del generatore ausiliario, mentre ulteriori ricerche dovranno definire il numero minimo di misurazioni necessario per prevedere accuratamente lo SCOP.

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