Secondo un’analisi di Arizton Advisory & Intelligence, il mercato globale HVAC raggiungerà i 292,20 miliardi di dollari entro il 2031. La crescita sarà sostenuta dalle nuove costruzioni, dalla sostituzione degli impianti esistenti e dagli interventi di ristrutturazione negli edifici residenziali e non residenziali.
A trainare la domanda sono i progetti infrastrutturali e immobiliari in Paesi come Cina, India, Corea del Sud, Brasile, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Tra gli esempi citati figurano il nuovo aeroporto internazionale di Noida, in India, e il nuovo ospedale universitario di Nantes, in Europa, con una superficie di 230mila metri quadrati, entrambi caratterizzati dall’integrazione di sistemi HVAC avanzati.
L’intelligenza artificiale rappresenta inoltre un’area di investimento sempre più strategica per i produttori del settore. Johnson Controls ha acquisito Nantum AI nel 2026, integrandone gli algoritmi nella piattaforma OpenBlue per ottimizzare in tempo reale gli impianti HVAC, gestire i flussi d’aria in base all’occupazione degli edifici e migliorare la gestione predittiva dell’energia.
È proseguito anche il consolidamento del settore. Nel 2025 Midea Group e Frigicoll hanno costituito joint venture in Spagna e Francia, Samsung Electronics ha acquisito la tedesca FlaktGroup per circa 1,7 miliardi di dollari, mentre Bosch Group ha rilevato il business HVAC residenziale e light commercial di Johnson Controls per circa 8 miliardi di dollari.
Per l’Europa è previsto un mercato da 58,67 miliardi di dollari entro il 2031. Nel 2025 i sistemi di riscaldamento hanno rappresentato circa il 50% del mercato regionale, mentre l’Europa occidentale e meridionale hanno generato oltre il 53% dei ricavi. Il segmento commerciale è atteso crescere con un tasso annuo composto del 5,33% fino al 2031.
La domanda europea continuerà a essere sostenuta dai programmi di riqualificazione energetica, dai requisiti di efficienza e dagli investimenti nelle costruzioni. Tra le misure citate figurano la Heating Act tedesca, che impone ai nuovi impianti di riscaldamento di utilizzare almeno il 65% di energia rinnovabile, e la strategia europea ‘Renovation Wave’, che punta a raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici entro il 2030.


