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BESA: l’ondata di caldo nel Regno Unito fa aumentare le vendite illegali di climatizzatori

L’ondata di caldo record che sta interessando il Regno Unito sta provocando un forte aumento delle vendite online di climatizzatori destinati al pubblico, con numerosi casi di possibili violazioni della normativa sugli F-Gas. Come si legge su Cooling Post, le temperature elevate hanno determinato un’impennata delle ricerche online di sistemi di raffrescamento e diversi marketplace stanno registrando un aumento superiore al 300% delle richieste di installazione di climatizzatori dall’inizio di luglio. Con il protrarsi delle ondate di calore, il settore si prepara a un’ulteriore crescita della domanda.

Piattaforme come Amazon, eBay e Facebook Marketplace propongono numerosi climatizzatori split contenenti refrigeranti HFC. Sebbene la vendita di questi apparecchi non sia di per sé illegale, la normativa F-Gas impone che il venditore verifichi che l’installazione venga effettuata da un’impresa certificata F-Gas, requisito che, secondo le evidenze raccolte, in molti casi non viene rispettato.

La Building Engineering Services Association (BESA) segnala che un numero crescente di aziende associate riceve richieste di installazione da parte di clienti che hanno già acquistato i climatizzatori online. L’articolo 11 del Regolamento F-Gas stabilisce infatti che le apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati possono essere vendute all’utilizzatore finale solo previa dimostrazione che saranno installate da un’impresa certificata F-Gas.

Alcuni rivenditori si limitano a specificare che l’installazione deve essere effettuata da un ‘professionista’, mentre altri indicano espressamente la necessità di un tecnico qualificato F-Gas. Tuttavia, in numerosi casi non viene richiesta alcuna prova prima della vendita.

Come ricorda Cooling Post, in passato l’Environment Agency ha già perseguito alcuni venditori online per non aver verificato le credenziali degli acquirenti, ma secondo BESA questa pratica è proseguita e recentemente si è intensificata.

“Gran parte dei distributori e grossisti professionali conosce bene i propri obblighi e adotta un approccio responsabile, ma le vendite online rappresentano ancora un vero e proprio tallone d’Achille”, afferma Kevin Morrissey, technical director di BESA. “Chiunque venda apparecchiature specialistiche per climatizzazione e pompe di calore deve poter dimostrare di aver ricevuto la conferma che l’impianto sarà installato da un tecnico in possesso di una certificazione valida per la manipolazione degli F-Gas o da un’impresa registrata F-Gas”.

Morrissey sottolinea inoltre la “genuina frustrazione” delle aziende certificate, che investono nella formazione per mantenere aggiornate le proprie competenze tecniche, mentre operatori non qualificati effettuano installazioni prive di certificazione praticando prezzi inferiori.

Anche i membri di REFCOM lamentano l’insufficiente attività di controllo da parte dell’Environment Agency. “Sono seriamente preoccupati che la situazione della sicurezza possa peggiorare con il progressivo aumento delle temperature, che spinge sempre più consumatori domestici a cercare soluzioni economiche online”, aggiunge Morrissey.

BESA riferisce inoltre di aver ricevuto segnalazioni riguardanti acquirenti che avrebbero tentato di utilizzare impropriamente i dati di aziende certificate per acquistare apparecchiature via internet.

Secondo Morrissey il problema della sicurezza diventerà ancora più rilevante con la crescente diffusione di apparecchi caricati con propano (R290). Sebbene la vendita di sistemi split a propano non rientri nel Regolamento F-Gas e sia quindi legale, BESA continua a invitare tutti i rivenditori a commercializzare questi prodotti esclusivamente a installatori qualificati e regolarmente registrati.

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