Il prezzo di acquisto del refrigerante rigenerato R404A in Europa ha continuato ad aumentare nel primo trimestre del 2026. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati dalla Commissione europea e riportati da Cooling Post.
Rispetto al quarto trimestre del 2025, il prezzo del R404A rigenerato è aumentato del 12% a livello delle aziende di assistenza tecnica e del 2% a livello dei distributori. Già nel quarto trimestre del 2025 si erano registrati incrementi pari al 9% per le imprese di service e al 6% per i distributori.
Diversa la situazione per altri refrigeranti ad alto GWP. Nel confronto tra il primo trimestre del 2026 e lo stesso periodo del 2025, i prezzi europei di R410A e R134a sono diminuiti del 4%. Considerando invece il confronto con il trimestre precedente, il prezzo dell’R410A è aumentato del 3%, mentre quello dell’R134a ha registrato un calo dell’1%.
Per quanto riguarda i refrigeranti alternativi a basso GWP, le variazioni rispetto al quarto trimestre del 2025 sono risultate contenute lungo tutta la filiera, ad eccezione dei prezzi finali agli utilizzatori: R448A e R449A hanno segnato un calo dell’1%, R513A è aumentato del 4%, R452A del 2%, mentre l’R32 è diminuito dell’1%.
Il rapporto evidenzia inoltre come, rispetto ai livelli del 2014, i prezzi attuali siano ancora sensibilmente più elevati. Per l’R134a gli aumenti variano da 3,9 volte il prezzo per l’utilizzatore finale fino a 9,3 volte quello praticato ai distributori. Per l’R410A gli incrementi oscillano invece tra 3,6 e 10,8 volte lungo la filiera. A livello globale, nello stesso periodo, i prezzi alla produzione sono aumentati di circa tre volte per l’R134a e sei volte per l’R410A.
I dati relativi al primo trimestre del 2026 sono stati elaborati sulla base delle informazioni fornite da 60 aziende appartenenti a 12 Stati membri dell’Unione europea, principalmente Germania, Polonia, Francia e Italia. Il campione comprende due produttori di gas refrigeranti, 23 distributori, 23 costruttori Oem e nove operatori del settore dell’assistenza tecnica.
Lo studio è stato realizzato dai consulenti indipendenti Öko-Recherche e dalla società francese CiTEPA, specializzata nel monitoraggio dei gas serra, in collaborazione con l’azienda polacca PROZON e con la federazione spagnola delle imprese di installazione e manutenzione CONAIF.


