Unep OzonAction e la World Customs Organization (Wco) hanno richiamato l’attenzione sul ruolo delle autorità doganali e ambientali nel trasformare gli impegni climatici in risultati concreti nell’ambito del Protocollo di Montreal e del relativo Emendamento di Kigali. La notizia è riportata da Refindustry.
L’articolo, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026 e dell’iniziativa ‘#NowForClimate’, evidenzia come gli impatti del cambiamento climatico stiano già interessando numerose regioni del mondo, tra cui Europa occidentale, Stati insulari del Pacifico e dei Caraibi, Asia meridionale e Africa orientale. L’aumento delle temperature sta inoltre facendo crescere la domanda di raffrescamento, trasformando il raffreddamento sostenibile in una sfida sia energetica sia di controllo normativo.
Il Protocollo di Montreal ha consentito negli anni di ridurre la produzione e il consumo delle sostanze lesive dell’ozono e di favorire il trasferimento tecnologico. Con l’adozione dell’Emendamento di Kigali nel 2016, il campo di applicazione è stato esteso anche agli HFC, gas che possono avere un potenziale di riscaldamento globale fino a 14.800 volte superiore a quello della CO2. Secondo le stime citate, la graduale eliminazione degli HFC potrebbe evitare fino a 0,5 °C di riscaldamento globale entro la fine del secolo.
Circa 200 partecipanti, presenti sia in presenza sia online, provenienti da amministrazioni doganali, autorità ambientali, organizzazioni internazionali e forze dell’ordine, si sono riuniti presso la sede della Wco per discutere di commercio illegale, criminalità ambientale e governance ambientale globale.
Il documento sottolinea come il commercio illegale di sostanze lesive dell’ozono, HFC, fauna selvatica, legname e altre merci sensibili possa compromettere l’efficacia delle normative, alterare il commercio legittimo e ridurre le risorse disponibili per lo sviluppo sostenibile.
Nel quadro del Protocollo di Montreal, gli agenti doganali collaborano con le National Ozone Units e con le autorità responsabili di quote e licenze per supportare i sistemi di autorizzazione, individuare spedizioni sospette e impedire il commercio illegale di refrigeranti e apparecchiature controllate.
Secondo Unep OzonAction e Wco, con l’avvicinarsi degli obiettivi di eliminazione degli HCFC fissati per il 2030 e con l’attuazione del phase-down degli HFC nei Paesi in via di sviluppo, sarà fondamentale rafforzare ulteriormente le capacità di controllo e applicazione delle norme. La cooperazione tra Paesi e istituzioni, conclude il documento, sarà determinante per trasformare gli impegni ambientali in risultati concreti.


