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Supermercati e refrigeranti: ALDI guida la classifica Eia 2026 negli Stati Uniti

L’Environmental Investigation Agency (Eia) ha pubblicato l’edizione 2026 del report ‘Climate-Friendly Supermarkets Scorecard’, che valuta le principali catene alimentari statunitensi in base agli sforzi compiuti per ridurre l’utilizzo di idrofluorocarburi (HFC) nei sistemi di refrigerazione dei punti vendita. Come riporta Refindustry, il documento è stato pubblicato una settimana dopo la decisione dell’Environmental Protection Agency (Epa) di ridurre alcuni requisiti normativi relativi all’utilizzo dei refrigeranti nel settore.

La classifica biennale valuta le aziende sulla base di tre criteri: adozione di refrigeranti a basso impatto climatico con GWP inferiore a 10, gestione dei refrigeranti e impegni aziendali per la riduzione degli HFC. Secondo Eia, la maggior parte delle aziende analizzate ha dichiarato di possedere almeno una parte dei propri sistemi di refrigerazione completamente privi di HFC.

ALDI U.S. si è classificata al primo posto con un punteggio complessivo del 72%, ottenendo il 68% nella categoria dedicata all’adozione delle tecnologie, il 46% nella gestione dei refrigeranti e l’88% nelle politiche e negli impegni aziendali. L’organizzazione sottolinea che ALDI dispone del maggior numero di negozi privi di HFC, quasi 1.000, ed è l’unica azienda ad aver fissato pubblicamente l’obiettivo di convertire tutti i nuovi punti vendita e quelli esistenti negli Stati Uniti ai refrigeranti naturali entro il 2035.

Alle spalle di ALDI si sono classificati Whole Foods con il 50%, Ahold Delhaize con il 46%, Target con il 45% e Kroger con il 44%. Nella categoria dedicata alla gestione dei refrigeranti, Meijer si è distinta grazie a un tasso medio annuo di perdite inferiore all’8%, rispetto a una media di settore del 25% indicata dall’Epa. Eia evidenzia inoltre che soltanto quattro aziende – ALDI, Meijer, Target e Kroger – rendono pubblici i dati relativi alle perdite di refrigerante nei punti vendita statunitensi.

11 aziende hanno assunto impegni pubblici per ridurre l’uso o le emissioni di HFC, ma secondo Eia permangono lacune in termini di obiettivi temporali definiti, traguardi intermedi e aggiornamenti pubblici sui progressi raggiunti.

Il rapporto richiama inoltre il recente decreto consensuale tra Epa, Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e Kroger relativo a presunte violazioni delle disposizioni del Clean Air Act in materia di riparazione delle perdite di refrigerante.

“La nostra classifica 2026 dimostra che l’accessibilità economica non rappresenta un ostacolo alla leadership climatica e che l’incertezza normativa non può essere una giustificazione per l’inazione”, ha dichiarato Avipsa Mahapatra, climate campaigner director di Eia Us. “Ogni nuovo sistema di refrigerazione basato sugli HFC installato oggi blocca costi elevati e inquinamento climatico per molti anni. Le aziende che scelgono di restare indietro non possono più sostenere che le tecnologie rispettose del clima siano troppo costose, troppo difficili o premature”.

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