Johnson Controls ha dichiarato che il proprio portafoglio di pompe di calore commerciali e industriali ha consentito ai clienti globali di ridurre nel 2025 i costi annuali di riscaldamento di circa il 32% e le emissioni di gas serra del 55%, equivalenti a 1,6 milioni di tonnellate metriche di CO2 rispetto alle tradizionali caldaie a gas. La notizia è riportata da Refindustry.
Secondo l’azienda, questa riduzione delle emissioni equivale a togliere dalla strada quasi 400mila automobili per un anno. I sistemi sono impiegati in applicazioni commerciali, industriali e di teleriscaldamento, dove affidabilità, prestazioni ed economicità sono fattori essenziali.
Al New Aalborg Hospital in Danimarca, un sistema di district cooling utilizza una vicina risorsa idrica per il free cooling e combina chiller Sabroe ChillPAC con pompe di calore Sabroe HeatPAC per gestire i picchi di domanda. Johnson Controls afferma che il sistema consente all’ospedale di ridurre i costi elettrici dell’80% e le emissioni dell’80-90%.
A Vancouver, due pompe di calore centrifughe YORK CYK recuperano energia termica dalle acque reflue e la trasformano in calore a basse emissioni per 47 edifici, pari a circa 650mila metri quadrati complessivi. L’upgrade ha triplicato la capacità precedente, garantendo acqua calda con efficienze superiori al 300% e fornendo riscaldamento a circa 10mila residenti e attività commerciali.
Johnson Controls sottolinea inoltre che le proprie pompe di calore possono funzionare con temperature esterne fino a -25 °C e produrre acqua calda oltre i 125 °C recuperando calore di scarto.
L’azienda è stata inoltre premiata nell’ambito dell’‘Empire Technology Prize’ di New York per una soluzione a pompa di calore che utilizza un refrigerante a bassissimo GWP e una tecnologia di ricompressione meccanica del vapore a GWP zero.
“Le pompe di calore non sono una promessa per il futuro: stanno già offrendo oggi vantaggi competitivi a doppia cifra”, ha dichiarato Katie McGinty, vicepresidente e Chief sustainability and external relations officer di Johnson Controls. “Man mano che i clienti ampliano l’adozione nelle loro attività strategiche, riducono costi ed emissioni e migliorano le proprie operazioni eliminando sprechi e inefficienze. È questo il significato concreto di un’azione climatica intelligente”.


