Il produttore svedese di pompe di calore Qvantum ha introdotto nel mercato britannico la nuova pompa di calore acqua-acqua ‘QG’, progettata per progetti residenziali con reti termiche ambientali di quinta generazione e sonde geotermiche condivise. Come si legge su Refindustry, secondo l’azienda, il sistema è destinato sia a nuove costruzioni sia a retrofit in contesti urbani, dove vincoli di spazio, rumore e qualità dell’aria rendono più complessa l’adozione delle pompe di calore tradizionali.
La QG è compatibile con diverse fonti energetiche, tra cui geotermia, acqua superficiale, impianti centralizzati e recupero di calore da infrastrutture vicine. Il sistema integra riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria in un’unica unità.
La pompa di calore include un accumulatore che funziona come batteria termica, con stoccaggio di calore fino a 90 °C. L’acqua calda sanitaria viene prodotta istantaneamente tramite scambiatore di calore, soluzione che secondo Qvantum elimina il rischio legionella e semplifica i requisiti di qualità dell’acqua.
Il sistema utilizza refrigerante R290 ed è disponibile con pompa lato sorgente integrata per applicazioni geotermiche individuali o condivise, oppure con valvola PIC nella versione QG-C per reti ambientali. Entrambe le versioni sono disponibili nelle taglie da 7 kW e 14 kW.
Tra le caratteristiche principali figurano un range operativo da -10 °C a 40 °C, design plug-and-play preassemblato, accumulo termico integrato, supporto tramite app Qvantum per diagnostica remota e aggiornamenti OTA, oltre alla predisposizione per tariffe elettriche flessibili.
“La nostra missione è sviluppare prodotti per i progetti più difficili da risolvere, come la decarbonizzazione delle abitazioni urbane”, ha dichiarato Philip Ord, Ceo Uk di Qvantum. “Crediamo che pianificare i sistemi energetici residenziali nel contesto urbano possa offrire vantaggi concreti. La QG consente di sfruttare calore altrimenti disperso per creare un sistema vantaggioso per proprietari, sviluppatori immobiliari e comunità”.


