L’International Institute of Refrigeration ha pubblicato un nuovo ‘Technical Brief’ dedicato alle pompe di calore ad alta temperatura, analizzando configurazioni di sistema, fluidi di lavoro, componenti, applicazioni e prestazioni economiche e ambientali. Come si legge su Refindustry, il documento, redatto dal professor Ruzhu Wang della Shanghai Jiao Tong University insieme a un team internazionale, evidenzia come il riscaldamento industriale rappresenti circa il 37% del consumo energetico globale, con due terzi destinati alla generazione di calore.
Le pompe di calore ad alta temperatura, con range tra 100 e 200 °C, trovano applicazione in numerosi processi industriali, tra cui alimentare, chimico, tessile, cartario e plastico. Sistemi commerciali sono già disponibili con temperature fino a 300 °C e capacità fino a 100 MW.
Il documento identifica tre principali tipologie di sistemi: compressione, assorbimento e ibridi. Vengono inoltre analizzate applicazioni combinate caldo/freddo e l’integrazione con sistemi di accumulo termico.
Secondo il report, queste tecnologie possono raggiungere coefficienti di prestazione superiori a 1,5, ma la loro competitività dipende dal costo dell’energia e dall’intensità carbonica delle reti elettriche. Tra le azioni raccomandate figurano incentivi basati sulle prestazioni, progetti dimostrativi, formazione e chiarezza normativa.
“Le pompe di calore ad alta temperatura sono fondamentali per decarbonizzare il calore industriale”, ha dichiarato Ruzhu Wang. “È urgente sviluppare queste tecnologie per sostituire le caldaie a combustibili fossili”.


