REHVA ha presentato alla Commissione Europea le proprie osservazioni nell’ambito della Call for Evidence sul quadro dell’efficienza energetica post-2030, offrendo il punto di vista tecnico del settore HVAC sulla definizione delle future regole. Come riporta Refindustry, la consultazione si è chiusa il 16 aprile 2026, mentre la consultazione pubblica proseguirà fino al 12 giugno. La proposta legislativa è attesa per il quarto trimestre dell’anno.
Nel documento, REHVA sostiene che l’efficienza energetica dovrebbe essere considerata come un indicatore o un principio guida, piuttosto che un requisito normativo rigido che rischierebbe di escludere determinate tecnologie dal mercato.
L’associazione evidenzia inoltre la necessità di definire chiaramente i confini di valutazione delle prestazioni, poiché risultati diversi possono emergere a seconda dei criteri adottati. Viene citato l’esempio di una pompa di calore con coefficiente di prestazione pari a tre, che può essere interpretato come un’efficienza del 300%, mentre un pannello solare termico registra circa l’80% se si considera la radiazione solare come input. Tuttavia, lungo l’intera catena energetica, una pompa di calore alimentata dalla rete elettrica tedesca può generare circa 100 gCO2/kWh di energia utile, mentre il pannello solare non produce emissioni durante il funzionamento.
REHVA sottolinea anche l’importanza delle condizioni operative e dell’integrazione di sistema nella valutazione delle prestazioni HVAC. Un esempio è quello delle caldaie elettriche che, pur avendo un’efficienza autonoma relativamente bassa secondo le attuali regole Ecodesign (circa il 43%), possono svolgere un ruolo strategico nei sistemi energetici integrati, supportando l’accumulo di energia rinnovabile, la flessibilità della rete e l’utilizzo di energia a basso costo o con prezzi negativi.
Tra le raccomandazioni, l’associazione propone di basare gli obiettivi post-2030 su energia primaria ed emissioni di CO2, promuovendo monitoraggio continuo, automazione degli edifici, ottimizzazione basata sui dati e corretta gestione lungo il ciclo di vita degli impianti.
Infine, REHVA si sofferma sui piani locali di riscaldamento e raffrescamento previsti dall’articolo 26 della direttiva (Ue) 2023/1791, evidenziando la necessità di considerare anche come verrà soddisfatta e gestita la domanda elettrica aggiuntiva derivante dall’elettrificazione. L’associazione raccomanda l’integrazione della produzione, dello stoccaggio e della distribuzione di energia rinnovabile, l’utilizzo di modelli dinamici con intervalli temporali più brevi e lo sviluppo di linee guida e database a livello europeo per ridurre la frammentazione delle metodologie di calcolo nazionali.


