Il governo del Regno Unito ha avviato un percorso per separare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione del sistema energetico. Come si legge su Cooling Post, tra le misure annunciate figura la volontà di porre fine a quello che viene definito “il meccanismo ingiusto” per cui i prezzi internazionali del gas influenzano direttamente il costo dell’elettricità in Gran Bretagna.
La strategia prevede l’introduzione di contratti a lungo termine a prezzo fisso per i produttori di energia a basse emissioni che non ne dispongono ancora. Attualmente, circa il 30% della produzione elettrica britannica, pur provenendo da fonti rinnovabili, è ancora legata ai prezzi all’ingrosso determinati dal gas. Questa dipendenza dai mercati internazionali dei combustibili fossili ha esposto i consumatori a forti oscillazioni dei prezzi, contribuendo alla crisi del costo della vita, nonostante una quota significativa dell’elettricità derivi da fonti più economiche come rinnovabili e nucleare.
Il governo ha inoltre annunciato un aumento del contributo previsto dal Boiler Upgrade Scheme (BUS), che salirà a 9mila sterline per le abitazioni attualmente riscaldate an olio o GPL. Tra le altre misure figurano la semplificazione delle procedure autorizzative per le pompe di calore aria-aria, interventi per facilitare le installazioni negli edifici non residenziali e negli appartamenti, oltre a nuovi fondi per la riqualificazione energetica dell’edilizia sociale nei prossimi due anni.
Commentando le novità, Charlotte Lee, amministratore delegato della Heat Pump Association Uk, ha dichiarato: “Il Boiler Upgrade Scheme svolge un ruolo fondamentale nel sostenere famiglie e piccole imprese nell’adozione delle pompe di calore. L’aumento di 1.500 sterline per gli utenti che utilizzano olio renderà la transizione più accessibile, contribuendo a proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei combustibili fossili”. E ha aggiunto: “L’avvio del disaccoppiamento tra prezzi dell’elettricità e del gas rappresenta un passo significativo per sbloccare la transizione verso l’elettrificazione, garantendo che il calore a basse emissioni sia sempre l’opzione più conveniente”.


